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A Japur una riflessione sul ruolo della donna, parla Ayan Hirsi Ali

Postato da on gen 25th, 2010 e file sotto Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

hirsiOspite a sorpresa del Festival letterario di Japur, in India, è Ayan Hirsi Ali, intellettuale olandese di origini somale, da anni impegnata in una revisione critica della cultura islamica.
La Hirsi è stata autrice nel 2004 del cortometraggio dal titolo Submission, diretto dal regista Theo van Gogh; pellicola che, attraverso la storia di una giovane violentata da un suo stesso famigliare, vuole essere una riflessione  e al tempo stesso una denuncia delle drammatiche condizioni di inferiorità in cui versano le donne in Islam. Il film, recepito come un’offesa presso le comunità islamiche, suscita la violenta reazione di un estremista attivo in Olanda, che, nello stesso anno,  uccide Theo van Gogh.
La scrittrice, che in prima persona ha vissuto l’incubo della violenza, sottoposta da bambina all’infibulazione e costretta da adulta ad un matrimonio combinato, di fronte alle domande della giornalista circa la politica d’assedio intrapresa dagli Stati Uniti contro l’Islam, risponde: “ non vedo nessun assedio da parte degli Stati Uniti, vedo, semmai, il continuo aiuto da loro offerto a tutti i paesi più poveri e l’invito rivolto all’Islam perché si orienti verso la democrazia.” Ancora la Hirsi insiste sul tema della disuguaglianza tra uomo e donna, condizione diffusa nel mondo islamico, alla quale dedica tutte le sue battaglie di denunicia.
Dal giorno dell’assassinio di Theo van Gogh, la Hirsi vive sotto stretta sorveglianza per motivi di sicurezza; chiaramente, questo, il motivo del suo intervento al Festival senza nessun preavviso.

 Fonti: Corriere della Sera


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