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Modigliani, un amore segreto a Roma il quadro sconosciuto

Postato da on giu 26th, 2009 e file sotto Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

modiglianiL’amore segreto di Amedeo Modigliani ha gli occhi cerulei senza iride e l’incarnato pallido quasi incorporeo di Simone Thirioux, la donna di origini franco-canadese che il grande pittore livornese conobbe il 10 dicembre del 1916 in un bistrot di Montparnasse. A raccontarne l’esistenza, un dipinto, “Jeune femme a’ la guimpe blanche”, l’unico e finora sconosciuto ritratto dedicatole dall’artista nelle due settimane di passione che li legarono sullo sfondo della bohéme di Parigi.

Un olio su tela eseguito con insolita rapidità, focalizzando il volto dell’amata con pennellate nervose e colori liquidi per ottenere una rapida essiccazione. Un quadro mai visto, da oltre settant’anni precluso al grande pubblico, e che per la prima volta in assoluto viene presentato a Roma per una mostra-evento all’ex convento dei Padri agostiniani, sede dell’Avvocatura dello Stato, fino al 22 giugno, organizzata dal Modigliani Institut Archives Lègales Paris-Rome, in collaborazione con i proprietari dell’opera, la famiglia Sidamon-Eristavi.

L’opera, d’una bellezza dolente e inquieta, costruita, come avverte il curatore della mostra Massimo Riposati, con una materia pittorica leggera, quasi trasparente, da dipinto non finito al servizio della ricreazione di un’atmosfera sospesa, rivela un capitolo inedito della vita di Modigliani dai risvolti tragici per le vicissitudini dei protagonisti.

Simone Thirioux, con l’ambizione di una carriera nella medicina, era sbarcata a Parigi per ottenere una specializzazione, ma il fascino di Amedeo Modigliani cambiò il suo destino. Nella loro brevissima ma intensa relazione, la giovane donna rimase incinta, e il 15 settembre del 1917 diede alla luce il piccolo Gérald, che Modigliani non riconoscerà mai come suo figlio. Anzi, l’artista lascerà Simone per altri amori “con la ferocia che il genio spesso coltiva nel giardino dei propri affetti”, come osserva Riposati.

Nell’insolita leggerezza cromatica del quadro si ritrova però tutto lo stile unico e provocatorio dei ritratti di Modigliani, dagli occhi senza iride, al collo allungato a dismisura, dall’appiattimento bidimensionale all’essenzialità chiaro-scurale, dal primitivismo esasperato all’elegante stilizzazione. Un omaggio leggero come un sospiro o un flebile ricordo per una donna che nel 1921 moriva di tubercolosi all’ospedale Cochin, lo stesso male che aveva fulminato un anno prima Modigliani a soli 36 anni.

Le conseguenze di questi fatti fluttuano nella scacchiera del destino. Da aspirante medico, “il corpo di Simone Thiroux, fu dato in prestito alla medicina legale per studiare anatomia. Non fu più ritrovata alcuna traccia di Simone, lasciata in dono, presso la sezione della Morgue, agli studenti di medicina legale di Parigi”, racconta Christian Parisot presidente di Modigliani Institut Archives Lègales Paris-Rome. Orfano, Gérald fu prima allevato dalle amiche di Simone, poi fu adottato da una famiglia francese. Poca serenità, perché poco dopo i genitori adottivi si separarono. Finì iscritto in una scuola come convittore, per studiare all’Università cattolica, ed entrare in convento e prendere i voti.

Il quadro fu comperato nel 1921 da Monsieur André Lefevre, noto collezionista francese che lo tenne per vent’anni. Mandato all’asta il 12 maggio del 1939, il padre Menard lo acquistò con particolari facilitazioni (per 24.500 franchi), per poi cederlo negli anni Ottanta alla famiglia Sidamon-Heristavi. E proprio Olga Sidamon-Heristavi, l’attuale proprietaria, nota specialista oftalmica, ha deciso di devolvere il ricavato della vendita all’asta dell’opera per dare vita al progetto della costruzione in Italia della clinica specializzata nelle malattie degli occhi.


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