Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Prega che ti passa

Postato da on gen 26th, 2010 e file sotto Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

alziUno studio condotto presso il centro geriatrico dell’università di Padova, sotto la supervisione del Prof. Enzo Manzato , ha dimostrato che nelle persone che coltivano una spiritualità c’è una minor incidenza della demenza senile. In particolar modo la religiosità, intesa nel senso più amplio possibile come  ricerca di una dimensione che è altra da quella della materialità, avrebbe influenze benefiche sul controllo della progressione del morbo di Alzheimer.

Lo studio ha coinvolto 64 pazienti affetti dalla malattia, tenuti sotto osservazione per 12 mesi,  rilevando come nel gruppo di coloro che si sono dimostrati religiosamente attivi sia stata registrata , a un anno di distanza, una diminuzione delle capacità cognitive inferiore di circa il 10% rispetto al gruppo di quanti hanno  manifestato una scarsa inclinazione religiosa.

Già da tempo è noto come  le malattie di tipo neurovegetativo rispondano in maniera positiva agli stimoli derivanti da una vita sociale dinamica, tuttavia la novità di questa ricerca risiede nel fatto che i benefici deriverebbero non solo da comportamenti sociali, ma dal fatto stesso di credere, il che sembrerebbe essere in grado di attivare delle risorse interiori capaci di agire positivamente sul sistema nervoso centrale.

Una ricerca che, in sostanza, sembrerebbe ribadire quanto i medici affermano da tempo: coltivare pensieri positivi può avere effetti terapeutici durante il decorso di una malattia.

Fonti: Ansa


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