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La posta condivisa tra coniugi per scacciare le tentazioni web

Postato da on set 9th, 2009 e file sotto Hi-Tech. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

we mailWE mail. Ovvero un singolo indirizzo email condiviso da due persone unite da una relazione matrimoniale o sentimentale. Esempio: “Qual è l’indirizzo mail di Jen?”, “Lei non ne ha uno. Ha un indirizzo we mail che condivide con il marito”. A dare la definizione di we mail è l’autorevole dizionario della contemporaneità Urban Dictionary, e se la parola appare tra gli oltre 4 milioni di vocaboli coniati dagli utenti significa che esiste almeno una discreta percentuale di coppie che pratica la condivisione di indirizzi mail.

Perché lo fanno? Alcuni girano intorno alla risposta. “Lo facciamo perché mia moglie non ha la più pallida idea di come funzioni un computer”, oppure “perché è comodo soprattutto per la contabilità della famiglia”, o ancora “perché è molto romantico”. Altri invece vanno dritti al problema: “Lo facciamo per evitare le tentazioni del web e dei social network”. Per combattere quell’eccesso di intimità che, secondo molti, finisce per costruire delle barriere nella coppia. E a tal proposito vale la pena aggiungere che esiste anche un crescente numero di coppie che arriva a condividere lo stesso profilo Facebook, dando un nome comune all’account, come ad esempio Maria & Antonio, e utilizzando la stessa password.

Insomma se il web è il diavolo e Facebook la mela del peccato, per evitare di mangiarla alcune coppie ricorrono a quello che potrebbe sembrare, agli occhi di chi la propria privacy la difende strenuamente, un vero eccesso. Il fenomeno, già abbastanza diffuso e discusso sul web, è diventato anche uno dei cinquecento punti delle “Cose che piacciono ai cristiani”, in inglese “Stuff Christians Like”, sito che cerca di elencare, proprio come se fosse una lista della spesa, le attività, gli oggetti o le azioni che piacciono ai cristiani evangelici americani. Al 468esimo posto, non proprio tra le priorità di un buon cristiano ma abbastanza importante da aprire un dibattito acceso, c’è proprio “condividere un indirizzo email con la propria sposa”.

In quello dell’autore del post, theacuffs@yahoo.com che in italiano suonerebbe come irossi@yahoo.com, il cognome della coppia diventa l’unico riferimento dell’indirizzo. Come spiega il signor Jonathan Acuff, cristiano evangelico figlio di un pastore, otto anni fa ha cancellato il suo indirizzo privato e quello di sua moglie Jenny e insieme hanno creato quello che definiscono, non senza un pizzico di ironica, “una candela che brucia luminosa sui panorami virtuali”, in altre parole una casella di we mail.

Quel nome, gli Acuff seguito da una chiocciola, ha per la coppia lo stesso valore del nome inciso sulla cassetta delle lettere. Niente smancerie come “gliacuffsiamano” o “ilpandacoccolosodijennyèjon”, la coppia prende la cosa sul serio. Così tanto da stabilire una regola: la posta dell’altro non si legge fino a quando non si è in grado di sopportare la sua privacy. Prodigal Jon, questo il nome scelto dal 33enne come nickname per la sua identità virtuale, spiega poi che quella della we mail non deve essere vista come una scelta obbligatoria per una serena vita di coppia. Ma ricorda che nel loro caso funziona perfettamente e invita i lettori a scrivere alla loro we mail. Lì lo troveranno, innamorato, intento a tenere la mano virtuale di sua moglie.

Ai cristiani che frequentano il sito – come si apprende scorrendo l’elenco delle altre 499 cose – piace anche l’astinenza, il tankini (costume da bagno con canottiera), l’attesa per il vero amore, il cibo da campeggio. Ma quasi niente infiamma le discussioni degli utenti come l’utilizzo della we mail. “Ho le stesse iniziali della prima moglie di mio marito – scrive un’anonima – e quando lui mi ha chiesto di sposarlo ha detto che era fortunato perché così non avrebbe dovuto neanche cambiare l’indirizzo mail”. Più avanti un altro utente risponde: “Noi lo facciamo da undici anni, e come noi molte coppie cristiane. Così abbiamo eliminato ogni forma di gelosia relativa al web”. Pochi interventi più avanti c’è chi fornisce una soluzione alternativa “per rendere un matrimonio solido nonostante le tentazioni di internet, basta conoscere le password dell’altro”.

Impossibile stabilire come e quando la pratica abbia preso piede. Per molti ha avuto iniziato subito dopo il matrimonio: ognuno mantiene il proprio indirizzo lavorativo al quale viene affiancato un riferimento we mail destinato alla gestione di conti, tasse e bollette. Ma che ben presto diventa l’unico indirizzo personale dei due componenti della coppia. “Non si tratta di sfiducia – spiega una donna che da anni condivide la posta con il marito – noi non abbiamo proprio niente da nasconderci. Siamo amici da prima ancora di frequentarci come coppia, ecco perché abbiamo il giusto livello di trasparenza”.

E proprio di trasparenza parla anche l’insegnante di terapia familiare James Furrow. “La we mail aiuta la coppia quando è un incentivo alla trasparenza. Ma attenzione. Può essere molto pericolosa se viene interpretato come un deterrente”.


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