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Ricerca scientifica inglese: Prosecco fa bene a cuore e cervello!

Postato da on set 23rd, 2011 e file sotto Hi-Tech. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“Bevete ‘il Prosecco’, fa bene alla salute! Uno studio ‘from UK’ della Reading University, afferma che i “vini bianchi con bollicine” favoriscono il benessere di cuore e cervello. La ricerca, datata qualche tempo fa, e che non ha quasi per nulla fatto parlare i media locali e nazionali, ha affermato che il vino Prosecco è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che permettono di diminuire l’ipertensione e proteggono il sistema cardiovascolare. Speriamo che ‘La notte della Ricerca’ sia l’occasione per far parlare di questa importante scoperta”.

Così, dalle pagine di proseccobattistella.com, i viticoltori della Casa spumantistica Battistella, produttrice di ‘Battistella, il Prosecco’, affermano quanto utile il Prosecco sia nella cura e prevenzione di alcune patologie.  L’azienda trevigiana partecipa oggi a ‘La notte della ricerca’ di Padova con degustazioni ed analisi sensoriali. Ricercatori di tutta Europa si danno appuntamento nella città del Santo per incontrare il grande pubblico con workshop, incontri, spettacoli, visite guidate. L’iniziativa, finanziata dalla Commissione Europea, ha come partner le Università venete di Padova, Verona e Venezia. Il programma è online alla pagina http://www.venight.it/it/padova_9.htm.

Presso lo spaccio aziendale in Via delle Comune 16 a Pianzano, Treviso, la
casa spumantistica produttrice di Prosecco offrirà a tutti i winelover che
faranno visita in azienda un calice di Prosecco e lo staff si preoccuperà
di veicolare l’importante risultato dello studio inglese.

“ll gene “Dxs”, individuato dai ricercatori dell’Istituto Agrario di San
Michele all’Adige e che determina l’aromaticità delle uve, è una tangibile
scoperta di come la ricerca italiana sia viva, seppur spesso trattata come
settore di serie D, forse E.
Il problema sono sempre ‘i schei’, servono più fondi alla ricerca, anche
in enologia e viticoltura! UK docet” affermano i Battistella.

Il secondo problema, soprattutto italiano, è che “quando si introduce un
linguaggio più complicato come quello della genetica – afferma il
professor Attilio Scienza, tra i massimi esperti mondiali di
vitivinicoltura – il consumatore ha subito un atteggiamento di sospetto,
c’è paura della scienza. Dobbiamo superare questa barriera, dando una
maggiore informazione, con razionalità. Dovremo fare sempre più i conti
con il Dna, con la genetica, ma sono parole che il consumatore ha paura di
pronunciare, e dovremo fare in modo di adattarle per far passare in modo
positivo il messaggio del vino come “prodotto tecnologico”, che vuol dire
anche salubrità, sicurezza, rispetto della salute”.


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