Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

“Occorre ascoltare chi può fare più energia non chi fa più rumore”

Postato da on mar 16th, 2011 e file sotto A.I. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Le riunioni con le associazioni d’impresa che i Ministri Prestigiacomo, Romani e Galan hanno deciso di convocare per discutere dei decreti ministeriali di attuazione del Dlgs sulle fonti rinnovabili sono circoscritte ai rappresentanti dei settori industriali del fotovoltaico e dell’eolico e dei loro sostenitori che, in modo scorretto, si autodescrivono come unici esponenti della “green economy”. In realtà, essi rappresentano soltanto gli interessi delle rinnovabili elettriche, una parte marginale di quell’economia che sta crescendo intorno alle fonti rinnovabili di energia, all’efficienza energetica, allo sviluppo sostenibile.

Per evitare soluzioni sbilanciate, velleitarie e ingiuste, occorre che il Governo consideri anche le fonti rinnovabili termiche che daranno il maggior contributo percentuale all’obiettivo europeo del 17% delle rinnovabili al 2020. Non siamo noi ad affermarlo ma il Piano del Governo, che stima nel 49% (10,45 Mtep) l’apporto del riscaldamento/raffrescamento al 2020 rispetto al totale delle rinnovabili (contro il 12% di eolico e fotovoltaico, il restante idroelettrico e trasporti).

Le rinnovabili termiche si avvalgono di tecnologie all’avanguardia, spesso sviluppate da imprese italiane consolidate nel tessuto industriale del Paese e costituiscono parte integrante della strategia di incremento dell’efficienza energetica e della riqualificazione del settore residenziale: settori che contano per svariati punti percentuali del PIL e che offrono opportunità occupazionali dell’ordine di centinaia di migliaia se non di milioni di addetti, come hanno evidenziato le recenti stime di Confindustria.
A fronte di questi dati, finora, le rinnovabili termiche non erano nemmeno individuate come tipologia dal sistema delle incentivazioni, mentre le rinnovabili elettriche godevano degli incentivi più alti del mondo.

Inoltre, è falso che il movimento ambientalista sostenga compatto i privilegi di cui godono le rinnovabili elettriche. In realtà, le imprese eoliche e fotovoltaiche, grazie agli incentivi possono disporre di grandi risorse economiche e, per questo, godono di maggiore visibilità. Nonostante ciò, non sono riusciti a zittire le proteste crescenti da parte di naturalisti e paesaggisti che si oppongono allo stravolgimento del territorio e del paesaggio con l’aiuto di alcune delle più prestigiose e longeve sigle dell’ambientalismo italiano.

Sarebbe un grosso errore se il Governo dovesse ascoltare solo chi fa più rumore. Noi riteniamo di avere elementi oggettivi da portare alla riflessione dei Ministri e chiediamo di essere ascoltati con la stessa attenzione con cui, in questi giorni, vengono ascoltati coloro che hanno cercato di oscurarci.


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