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Da quest’anno i medici con contratto a tempo determinato lo stipendio sarà più basso di un terzo dei colleghi strutturati

Postato da on feb 21st, 2011 e file sotto A.I. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

«Sono alcune centinaia i medici specializzati che prestano servizio al Policlinico Umberto I con contratti a termine. I medici cosiddetti precari e inseriti in organico con i Co.Co.Co. (Contratti di collaborazione coordinata e continuativa) fino a oggi venivano trattati economicamente pressoché come i loro colleghi strutturati ma, a partire dai rinnovi che avverranno nel 2011, si vedranno abbattere la retribuzione a meno di un terzo dei medici contrattualizzati a tempo indeterminato. Vale a dire che al Policlinico, sulla base di una disposizione regionale che invita i manager ad abbattere del 50 per cento i costi dei rinnovi contrattuali, si elargiranno stipendi di Serie B».

Lo ha dichiarato il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano, specificando che nel rinnovo di contratto le clausole stabilite sono state sottoscritte senza confronto e contrattazione con le parti sociali.

«Sembra quasi di leggere una serie di clausole capestro, del tutto discriminatorie della professionalità e della disponibilità dei precari rispetto ai medici strutturati che svolgono le stesse mansioni con dedizione e impegno costante. Infatti – precisa Romano – per vedersi rinnovato il contratto un medico precario che fa servizio presso i Day Hospital percepirà 20.000 euro annui tutto compreso contro i 70 mila di un medico strutturato, quello  impegnato nei reparti di radiologia e laboratorio di analisi 30.000 euro e quello in carico al pronto soccorso e nei reparti di alta specializzazione  40.000».
«Ci chiediamo a questo punto sulla base di quale scelta la direzione del Policlinico, senza alcun accordo preventivo, ha intrapreso la strada di tagliare gli stipendi secondo un vecchio slogan propagandato negli anni ’70 e ormai  troppo antiquato per essere spiegato e quindi compreso “poco lavoro, lavoro per tutti”. Che equivale a “tutti al lavoro, con pochi euro per tutti”coniato di fatto per l’occasione. Questa scelta infelice – aggiunge Romano – supera di gran lunga i criteri messi in piedi dagli stati massimalisti per retribuire le prestazioni di lavoro».
«Facciamo presente alla presidente della Regione Lazio, anche in qualità di commissario ad acta per la sanità, che non si possono rimaneggiare gli stipendi senza tenere conto che ai dipendenti di pari professionalità impiegati nelle stesse mansioni, si deve corrispondere lo stesso  trattamento economico, come del resto un’ex sindacalista dovrebbe sapere bene. Questa scelta è stata fatta in totale solitudine e la Nostra Organizzazione – chiude Romano – ne chiede l’immediata revoca. E’ decisamente miserevole risparmiare sullo stipendio dei precari e tagliare i servizi agli ammalati per risparmiare risorse finanziarie».


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