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Le conseguenze delle alluvioni nelle campagne italiane

Postato da on mar 3rd, 2011 e file sotto A.I. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Decine di migliaia di ettari di terreno agricolo sott’acqua con gli allagamenti delle campagne che hanno provocato perdite soprattutto a ortaggi, verdure, vivai e si temono danni per le piante da frutto come gli agrumeti mentre si segnalano frane e smottamenti, per un valore che potrebbe raggiungere i cento milioni di euro. E’ quanto stima la Coldiretti nello stilare il primo bilancio degli effetti provocati dal maltempo che ha colpito la penisola provocando anche danni a colture pregiate come ad esempio la cipolla Rossa di Tropea e compromettendo la raccolta del prezioso ortaggio ad Indicazione Geografica Protetta (IGP). Se in Calabria la situazione è critica per gli ortaggi e per gli agrumeti, nelle Marche – sottolinea la Coldiretti – si segnalano danni ai rami delle piante da frutto che cedono sotto il peso della neve, alle verdure, ai vivai e c’è grande preoccupazione per le semine primaverili mentre il Basilicata, per effetto delle esondazioni sono completamente allagate le coltivazioni pregiate del Metapontino, dalle fragole alle clementine. Il maltempo ha interessato le campagne anche nelle altre regioni del centro e sud Italia dove è in corso la conta dei danni e si teme per la stabilità del territorio. In Italia – precisa la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. All’elevato rischio idrogeologico non è certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, è stato sottratto all’agricoltura che – afferma la Coldiretti – interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27 per cento negli ultimi 40 anni. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non e’ stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed è necessario intervenire per invertire una tendenza che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che – conclude la Coldiretti – si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge.


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