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Prezzi gonfiati e servizi scadenti quando il turista viene truffato

Postato da on lug 17th, 2009 e file sotto A.I. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Toto' nella celebre scena di Fontana di Trevi

Toto' nella celebre scena di Fontana di Trevi

ROMA – Do you want a “bidone”? Trattasi di specialità parecchio italiana, prodotto creativo per il turista distratto, prevalentemente straniero. Un bicchiere di rosso, 6 euro please. Peccato che la provenienza del nettare sia sconosciuta, la qualità dubbia e l’intera bottiglia costi al supermercato appena 2 euro. Ma c’è anche il very italian ice cream: una coppetta di gelato 9 euro, un cono con due gusti 11. E il super espresso, che scotta assai: 1.50 euro se si hanno gli occhi a mandorla, il cittadino residente lascia centesimi 80. Succede: gli esempi elencati appartengono alla letteratura recente del centro di Roma. Ma da nord a sud, il Paese è specialista. Aggiustamenti di prezzi, calibrature furbe, raggiri mascalzoni. O vere truffe. Il ristorante Passetto vicino piazza Navona fino al mese scorso era conosciuto per i suoi piatti tradizionali e l’ambiente familiare. Ora per i suoi conti salati: uno per 579,5 euro più mancia (da 115,5) e l’altro da 352 comprese tasse inesistenti (59 euro) presentati ai tavoli di due coppie di giapponesi. Fama e popolarità alla malora, locale chiuso per “motivi igienici”.

Pigra e divertita indulgenza per il malcostume dell’ospitalità nostrana. E alla fine l’Italia non è un Paese per turisti. Il Totò che vende la Fontana di Trevi all’americano credulone è solo una figura datata perché l’arte della fregatura si è evoluta, declinando con crescente invenzione i suoi mestieri: la sfinge al Colosseo, il centurione con il tesserino ufficiale e la guida senza, il madrelingua napoletano, il buttadentro, l’auto privata #leggi rubata#. Solo nei primi giorni di luglio sono arrivate sui siti di Telefonoblu. it e Sosviaggiatore. com oltre 900 segnalazioni di turisti raggirati in vario modo, e al telefono più di 1400 proteste. Coinvolti a vario titolo e modo, oltre 10mila persone.

Dai brogli sui pacchetti, alle valigie perse agli alberghi sporchi. Un 9 per cento lamenta prezzi dopati. Cinque fette di prosciutto, uno spaghetto all’astice e uno ai funghi, un pesce in bianco diviso a metà, quattro funghi porcini, vino e un caffé. Era questo il menù da 352 euro secondo Passetto, ma i dati raccolti da Adoc non sono meno favolosi. Allo sportello “Help Tourist” aperto dall’associazione dei consumatori per gli stranieri se ne scovano di tariffe-fantasia. “Ci arrivano continuamente segnalazioni sui costi nei locali del centro” dice il presidente Carlo Pileri. “Nessun menù, piatti recitati a voce, snacks da aperitivo. Alla fine lo scontrino ha almeno uno zero di troppo”.

Un caffè al tavolo costa allo straniero in media tra i 3,70 e i 4,50 euro, una corsa in taxi da Fiumicino al centro arriva al doppio di quanto stabilito per convenzione, e cioè 80 euro. E niente ricevuta: “Carta finish”. Occhio alla tariffa extraurbana che molti tassisti “per sbaglio” inseriscono nei tragitti in città. Pane e coperto ricompaiono magicamente tra le voci dello scontrino, l’acqua minerale diventa preziosa quanto uno champenoise. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi sta stilando attraverso il suo blog una blacklist di operatori scorretti. Si stima che siano attorno al 15 per cento i ristoratori italiani poco avvezzi alla regolarità nei conti, percentuale che si alzerebbe di cinque punti in estate ed in alcuni centri ad alta vocazione turistica. Per Rienzi numeri più pessimisti, “un 40 per cento di esercenti arrotondatori”.

Noiconsumatori.it ha aperto uno sportello per informazioni e assistenza legale, Federconsumatori tiene un Osservatorio annuale sui pacchetti imbrogli. Quelli tutto compreso, compreso trucco pittoresco.


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