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6 marzo 2011: Giornata Europea della Logopedia

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“(lo) senti chi parla?”: allarme udito.

L’ipoacusia colpisce 100 mila bambini in Italia.

Colpisce indifferentemente in tutte le età. Ma se in quelle più avanzate si può considerare come fenomeno fisiologico dovuto al naturale invecchiamento, in quelle pediatriche e dell’adolescenza non può essere sottovalutato. In ogni caso tutti possono essere aiutati grazie all’aiuto del logopedista. Stiamo parlando dell’ipoacusia, una patologia congenita nell’80% dei casi e determinata da una lesione della coclea, l’organo sensoriale dell’udito. Sotto i tre anni l’ipoacusia è presente nell’1% della popolazione (e circa 1 bambino su 1000 nuovi nati con sordità presenta un deficit grave), colpisce il 2% dei bambini tra i 4 e 12 anni, è poi presente nel 4% della popolazione tra i 13 e i 45 anni, nel 10% tra i 46-60 anni, nel 25% tra i 61-80 anni e nel 50% sopra gli 80 anni. Ogni anno nascono oltre mille i bambini con sordità congenita e complessivamente i bambini coinvolti da 0 a 14 anni sono circa 100 mila. Indipendentemente dall’età, il disturbo dell’udito, se non adeguatamente gestito, può essere causa di difficoltà comunicative e relazionali e interferire sulla qualità di vita di chi ne è colpito. Per questo la diagnosi precoce è fondamentale e la riabilitazione logopedica può fare la differenza. L’Ipoacusia infantile e adolescenziale è il tema principale della Giornata Europea della Logopedia, appuntamento che anche quest’anno si rinnova il 6 marzo con lo slogan “(LO) SENTI CHI PARLA?”. La Federazione Logopedisti Italiani, unitamente al Coordinamento dei Logopedisti Europei CPLOL, celebra l’evento con una serie di iniziative informative e formative su tutto il territorio nazionale: tra queste l’attivazione in molte regioni di un filo diretto con un Logopedista che potrà fornire utili consigli, la pubblicazione di opuscoli informativi, l’apertura di info points presso strutture sanitarie e nelle piazze. Il numero da chiamare, dal 7 all’11 marzo dalle 10 alle 12, è lo 049/8647936. È possibile anche inviare una e-mail all’indirizzo info@fli.it. Tutte le informazioni saranno comunque disponibili sul sito dei logopedisti: www.fli.it.

“La comunicazione – spiega il prof. Oskar Schindler – è un’abilità molto importante e di vitale importanza. Per i bambini ipoacusici da entrambi i lati ed in fase di apprendimento del linguaggio, la comunicazione verbale/linguistica, la sua acquisizione ed il suo grado di sviluppo dipendono dal tipo e grado di sordità, dalla presenza o meno di concomitanti compromissioni (sensoriali, motorie, cognitive, relazionali), dall’adozione di apparecchi acustici o impianti cocleari e loro precocità di utilizzo, e da fattori educativi e scolastici”.

“Negli anni – spiega Tiziana Rossetto, presidente FLI – lo screening prenatale e neonatale (compresa l’esecuzione delle otoemissioni acustiche effettuate in molti nidi ospedalieri) ha permesso di identificare e inviare a una diagnosi precoce molti bambini affetti da sordità alla nascita e di iniziare un tempestivo percorso educativo e riabilitativo. Naturalmente solo alla conferma di diagnosi di sordità, e in base alle caratteristiche del singolo caso, gli approfondimenti specialistici saranno fondamentali per scegliere i rimedi utili (uso della protesi o posizionamento dell’impianto cocleare) e per programmare l’intervento riabilitativo logopedico ed il percorso educativo e scolastico più idoneo. Certo è che per ogni fascia d’età il logopedista, sia in fase diagnostica che riabilitativa, condurrà il proprio intervento all’interno di un’equipe multiprofessionale, confrontandosi e collaborando con gli altri specialisti che, nello specifico delle proprie competenze, coopereranno per perseguire obiettivi comuni”.

“È certamente utile – aggiunge il prof. Schindler – segnalare nel dettaglio quanto è previsto entro i 6 mesi di vita: valutazione medica per determinare l’eziologia e disturbi associati, servizi audiologici pediatrici, audiometria comportamentale, monitoraggi. Ma soprattutto è essenziale una eccellente clinica ed una buona organizzazione, ovvero un progetto condiviso e redatto dal team multidisciplinare: un ‘care coordinator’ di riferimento, una rete formale regionale e nazionale, una struttura amministrativa specifica ed adeguata ed un coordinamento dei dati regionale e nazionale”.

“In pratica, in base alle caratteristiche, all’età e alle esigenze del paziente – continua la presidente Rossetto – il Logopedista effettuerà un bilancio logopedico, volto a definire il profilo funzionale del bambino, indagando le abilità comunicative non verbali e verbali-linguistiche, le capacità percettivo-uditive, la prestazionalità generale e il trattamento riabilitativo, in cui l’aspetto linguistico è solo uno dei tanti aspetti comunicativi gestiti insieme all’educazione alle protesi e all’uso di ausili, all’educazione alle percezioni e all’ascolto, alla promozione delle modalità comunicative linguistiche e non, al sostegno agli apprendimenti curriculari o al sostegno lavorativo. Utile ancora il counselling logopedico che permetterà di guidare la famiglia e le altre agenzie sociali ed educative coinvolte (es. scuola, lavoro) nel percorso di vita dell’individuo”.

TRE REGOLE PER INDIVIDUARE UNA SOSPETTA IPOACUSIA

1 – Il bambino non si gira quando è chiamato?

2 – Il bambino non alza il capo a rumori improvvisi o estranei?

3 – C’è un ritardo nella lallazione o nella comparsa delle prime parole?

Anche il genitore, osservando il proprio bimbo nella quotidianità, può individuare i segni di un difetto d’udito. In caso di dubbio, su consiglio del pediatra, sarà utile iniziare uno specifico percorso diagnostico: accanto a esami strumentali e a visite specialistiche per valutare l’apparato uditivo e misurarne la capacità, verrà effettuato un bilancio logopedico delle abilità comunicative.


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