Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

A Rio de Janeiro tutti d’accordo: il futuro è sotto terra

Postato da on giu 28th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Si è da poco conclusa la Conferenza delle Nazioni Unite sulla sostenibilità e lo sviluppo di Rio de Janeiro e al di là dei discorsi di rito e delle grandi promesse quello che è emerso con chiarezza è che nel prossimo futuro l’umanità dovrà concentrarsi su uno sviluppo efficiente degli spazi urbani. Già oggi la maggioranza della popolazione vive in città, ma verso la metà del secolo saranno tre persone su quattro. La popolazione mondiale sarà molto più elevata e avremo bisogno di più spazio. Spiacenti ma i grandi architetti ed esperti indicano tutti la stessa via: il sottosuolo.

C’è chi in proposito ha già realizzato dei progetti come quello messo in bella mostra durante il summit. L’architetto Esteban Suarez ha pensato a una sorta di piramide che si inoltra per più di mille metri sotto la piazza principale di Città del Messico, il suo tetto sarà di vetro consentendo alla luce del sole di filtrare all’interno, il sistema di ventilazione è stato progettato per permettere all’aria esterna di circolare per tutta la struttura e per assicurare una buona ossigenazione ci saranno dei piani verdi, riservati solo alle piante.

Se questo per il momento non è più che un modellino, a Helsinki si sono  spinti oltre definendo un piano generale per lo sviluppo del sottosuolo; la Capitale della Finlandia sorge su uno strato roccioso sotto il quale si è pensato di sviluppare una città sotterranea intagliando nella roccia piscine, piste di hockey, chiese, centri commerciali, saune e parcheggi. Fra i progetti c’è anche un data center. Generalmente i centri di raccolta dei dati sono strutture che richiedono elevate quantità di energia per evitare che i terminali si surriscaldino, ma i finlandesi hanno già trovato una soluzione: usare l’acqua marina contro il surriscaldamento e ricilare il calore generato dai computer per riscaldare le case.

Gli arichitetti Dan Barasch e James Ramsey di New York hanno invece progettato il primo parco sotterraneo del mondo. La loro idea è di riconvertire un terminal abbandonato nel 1948 per trasformarlo in un luogo dove la gente possa andare a passeggiare. Elemento chiave nella realizzazione del progetto è la fibra ottica che consentirà di illuminare lo spazio con la luce naturale. L’avvio del progetto dipende dalla Metropolitan Transportation Authority proprietaria dello spazio, così i due architetti hanno pensato ad un piccolo incoraggiamento: 150.000 dollari di donazioni che serviranno per ultimare la fase di progettazione.

Fonte: Smithsonianmag.com


Leggi Ancora

Lascia una risposta