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A rischio l’attività di Medici Senza Frontiere in Sud Sudan

Postato da on set 8th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il Sud Sudan è una di quelle zone del mondo in cui la violenza gioca un ruolo da protagonista; frequentissimi, infatti, gli scontri tra i diversi gruppi tribali, che avvengono secondo una logica a spirale: ad ogni attacco corrisponde una ritorsione.

Strettamente connesso a questa situazione è il problema della detenzione illegale di armi, che moltissime tribù non vogliono abbandonare proprio per timore di attacchi da rivali. E’ in questo scenario che si trova ad operare l’organizzazione di Medici senza Frontiere, con centri di assistenza e soccorso medico dislocati in tutta l’area: uno a Pibor e altri due nelle zone più remote di Lekwogole e Gumuruk.

Proprio quest’ultimo negli ultimi due mesi è stato oggetto di ripetuti episodi di furto; a scomparire, materiale medico e rifornimenti di un prezioso alimento a base di burro di arachidi somministrato per il trattamento della malnutrizione dei bambini: il Plumpy Nut. A questo si aggiunga che le difficili condizioni in cui versa la zona, a fortissimo rischio sicurezza, rendono impossibile l’accesso a questa comunità, compromettendo di fatto il trasporto, in questo centro di assistenza sanitaria, di pazienti delle aree contigue che necessitano di interventi chirurgici, tra cui molti bambini colpiti da malaria cerebrale o anemia acuta e donne con complicazioni nel parto.

Il risvolto drammatico di questa già di per sé penosa situazione è che gli operatori di Medici senza Frontiere, pur contro la propria volontà,  si vedranno presto costretti ad interrompere la loro attività.

Rob Mulder, a capo della missione in Sud Sudan, dichiara: “Gli attacchi ai nostri operatori e alle nostre cliniche ci impediscono di fornire assistenza medica. “Questi incidenti sono totalmente inaccettabili dal momento che non ci permettono di avere accesso ai pazienti e mettono in pericolo le nostre equipe” (…) “Sebbene vogliamo continuare a fornire assistenza medica d’emergenza alla comunità di Gumuruk, non abbiamo altra scelta che sospendere tutte le attività mediche della nostra clinica”

Forte l’appello lanciato dall’organizzazione: che i gruppi armati e le parti politiche rispettino la neutralità delle equipes mediche e le loro strutture, così da permettere il proseguimento delle attività di soccorso sanitario.

Fonti: Medici senza Frontiere


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