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A Siena workshop Ispra su biodiversità

Postato da on dic 16th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Dopo la Conferenza sulla Biodiversità di novembre a Roma si è svolto il 9 e 10 dicembre a Siena il V° Workshop organizzato da Ispra, Provincia di Siena e Federparchi dal titolo “Monitoraggio della biodiversità e valutazione dello stato di conservazione”.

Centrale, nella conferenza di novembre, era stato il tema relativo ai fattori di rischio per la biodiversità che concentrava  l’attenzione sulle cause di maggior pericolo come i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione e l’introduzione di specie aliene invasive. Il tavolo dei lavori di Siena si è invece occupato delle azioni concrete da intraprende per la conservazione della biodiversità  prendendo in esame un fondamentale aspetto cui fanno riferimento anche le Direttive Europee (Habitat e Uccelli), il monitoraggio dello status di conservazione delle specie come punto di partenza per l’elaborazione di strategie operative.

Il Workshop affronta, dunque, gli aspetti tecnico scientifici del monitoraggio della biodiversità con lo scopo di definire gli obiettivi che i programmi di ricerca devono porsi, adeguando a questi il metodo scientifico e tecnico alla base delle attività di raccolta ed analisi dei dati. I risultati ottenuti saranno così utilmente impiegati nelle scelte normative di programmazione ambientale e pianificazione territoriale.

Tale argomento tocca da vicino anche l’ attività venatoria che può, anzi deve intervenire contribuendo alla ricerca utilizzando le proprie competenze e conoscenze perché se è vero che la caccia non costituisce una minaccia alla biodiversità è anche vero che il mondo venatorio deve attivarsi per contribuire alla conservazione del nostro patrimonio naturale intervenendo con azioni concrete.

Tra le relazioni, infatti, quella di Andrea Monaco, Agenzia Regionale Parchi Lazio, afferma l’importanza delle statistiche venatorie nelle strategie di monitoraggio evidenziando come una rigorosa e costante raccolta delle informazioni relative all’attività di caccia e ai capi abbattuti è possibile ricavare direttamente o indirettamente indici o stime utili per il monitoraggio delle popolazioni. Le hunting statistics possono infatti fornire uno strumento prezioso per chi si occupa della gestione della fauna selvatica.


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