Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Aeroporti italiani, la grande fuga La crisi riporta a terra i viaggiatori

Postato da on lug 13th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

aereo-alitaliaROMA – Il futuro sarà sempre più low cost o all’insegna di offerte diversificate. Intanto il presente è un calo evidenziato dai numeri. La crisi economica si fa sentire anche sui viaggi in aereo. Da gennaio a maggio i passeggeri negli scali italiani sono diminuiti dell’8,1 per cento (sono stati 48 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2008 (quando erano oltre 52,2 milioni).

A conti fatti si tratta di una perdita di oltre 4 milioni di passeggeri. Se poi si confrontano maggio 2009 con lo stesso mese di un anno prima, la flessione è stata del 4,1 per cento. Lo rivelano i dati raccolti da Assaeroporti, l’associazione dei gestori aeroportuali.

Non è solo una tendenza italiana. A confermarlo è, infatti, l’Aea (l’associazione che riunisce 33 compagnie europee) che ha stimato a maggio una riduzione complessiva dell’8,3 per cento del traffico: il peggior risultato dalla recessione. Nel totale continentale la variazione è stata pari a un – 7,8 per cento mentre le rotte sull’Estremo Oriente hanno segnato una contrazione del 9,8 per cento. In generale, l’erosione dei volumi di traffico nei primi cinque mesi dell’anno in corso è stata del 7,4 per cento nel confronto con l’intervallo temporale corrispondente del 2008, con un decremento in termini di passeggeri del 9,5 per cento. Il consuntivo di giugno potrebbe riservare qualche miglioramento. Verso la fine del mese, sottolineano dall’Aea, ci sono stati segnali secondo cui i fattori di carico, che misura quanti posti sono occupati, sulle rotte europee e del Nord Atlantico si sarebbero stabilizzati.

Tornando all’Italia, la situazione non è tutta uguale. Malpensa fa segnare un risultato progressivo pari a – 18,8 per cento nei cinque mesi iniziali 2009 sugli stessi di un anno prima (6,67 milioni di passeggeri contro 8,2). Il valore di maggio, tuttavia, è positivo: c’è stato un più 2,3 per cento rispetto allo stesso mese 2008. “La crisi non è superata – spiegano dalla Sea (la società che gestisce anche Linate) – il dato è incoraggiante. Al netto del dehubbing (vale a dire dalla scelta di puntare su Fiumicino come hub principale per i voli intercontinentali, ndr), Malpensa è l’unico dei grandi aeroporti che cresce. Le azioni industriali intraprese stanno dando risultati”. Nello scalo romano di Fiumicino il calo gennaio-maggio 2009 sul corrispondente 2008 è stato contenuto nel 5,6 per cento (in valore assoluto sono transitati oltre 12,7 milioni di passeggeri contro i 13,5 dell’identico periodo di un anno prima). La crisi economica e la conseguente riduzione dei viaggi business hanno avuto il loro peso.

Ma, a compensare la flessione, si è assistito all’arrivo di compagnie che hanno praticato politiche di low fare, vale a dire di bassa tariffazione. Poi l’appeal turistico e le sedi strategiche della Capitale hanno dato il loro contributo. A Napoli, invece, “la previsione è di chiudere l’anno – anticipa Marco Consalvo, direttore generale di Gesac che gestisce Capodichino – con una riduzione dell’8-9 per cento nei volumi di traffico”. Un ruolo, oltre alla congiuntura economica, ce l’hanno anche i vettori: “Napoli ha un bacino d’utenza molto elevato – aggiunge – ma è un’utenza che a certi prezzi non viaggia. Quindi se stimolata a tariffe adeguata, risponde”. In generale da questa fase economica stanno scaturendo trasformazioni. Non solo nelle aggregazioni societarie. Ma anche nel modo di approcciare la clientela: “Il mercato sta diventando – precisa ancora Consalvo – sempre più low cost. Tutte le compagnie stanno adeguando i loro prezzi. E praticano tariffe diversificate”.

Una strategia seguita anche da Alitalia: “Stiamo cercando di segmentare l’offerta – spiegano dalla compagnia – per coniugare diverse esigenze. Prima Alitalia e Airone avevano più voli ma erano il perfetto sostituto degli altri. Ora, dal punto di vista dei clienti, c’è un’armonizzazione degli orari”. Le ultime cifre disponibili parlano di indici di carico in crescita: a gennaio il coefficiente di riempimento degli aerei era del 39 per cento, a giugno ha raggiunto il 66,5 per cento.

Ci sono anche aeroporti in cui si registrano percentuali con segno positivo. Ad esempio, negli scali di Bari e Brindisi nel primo semestre 2009 i passeggeri sono stati oltre 1,7 milioni ( più 5,2 per cento sullo stesso periodo 2008). Oppure Bologna: i viaggiatori sono aumentati del 6,8 per cento nell’ultimo mese rispetto al giugno dello scorso anno, superando quota 450mila. Con una crescita a ritmi sostenuti proprio dei voli low cost.

fonte Repubblica.it


Leggi Ancora

Lascia una risposta