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Afghanistan, brogli in 447 seggi Incerto il bilancio del raid Nato

Postato da on set 7th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

kabulKABUL – Accertate frodi in 447 seggi, annullati circa 200mila voti. Mentre continuano le polemiche per il raid Nato del 4 settembre, del quale non si conosce ancora il numero esatto di vittime, arriva la conferma della Commissione elettorale: alle operazioni di voto per l’elezione del nuovo presidente dell’Afghanistan ci sono stati brogli.

I risultati elettorali. ”Sono stati annullati i voti di 447 seggi”, ha dichiarato il portavoce Noor Mohammed Noor, aggiungendo che potrebbe trattarsi di circa 200mila voti. Intanto sulla base dello spoglio ancora non completato – sono stati scrutinati circa due terzi delle schede – il presidente in carica Hamid Karzai vanta un consistente vantaggio con il 48,6% dei voti mentre il rivale Abdullah Abdullah, ex ministro degli Esteri, è fermo al 31,7%. Il candidato indipendente Ramazan Bashardost è in terza posizione con il 10,7% dei voti, seguito dall’ex ministro delle Finanze Ashraf Ghani con il 2,7%. Lo spoglio terminerà il 17 settembre, ma intanto continuano le polemiche. Fin dall’indomani del voto del 20 agosto, Karzai reclama la vittoria al primo turno mentre Abdullah afferma di essere in testa e accusa la parte avversa di brogli su vasta scala.

Raid, incerto il numero dei morti. Il governatore della provincia di Kunduz, dove è avvenuto il raid, Mohammad Omar, ha parlato oggi di 54 morti, sei dei quali civili, e di 15 feriti, due dei quali taliban. Il Washington Post scrive però stamani che una commissione d’inchiesta della Nato giunta sul posto ritiene che i morti siano circa 125, un centinaio dei quali taliban e gli altri civili. Ieri l’agenzia di stampa Pahjwok citando fonti locali aveva parlato di 150 morti, il presidente Karzai di 90 vittime fra morti e feriti. Per il Washington Post, l’attacco alle due autocisterne di gasolio sequestrate dai taliban fu deciso dal comando tedesco della forza Nato nella provincia sulla base della telefonata di un informatore che assicurava che le persone intorno ai camion erano solo ribelli. Famigliari delle vittime sentiti dal quotidiano hanno raccontato che i taliban avevano costretto con le armi gli abitanti di un villaggio vicino ad aiutarli a rimettere in strada una cisterna impantanata.

fonte Repubblica.it


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