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Al Vaglio della Corte costituzionale i ricorsi presentati contro il lodo Alfano

Postato da on ott 6th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Palazzo della Consulta

Palazzo della Consulta

A Roma al Palazzo della Consulta è iniziata l’udienza della Corte costituzionale che avrà ad oggetto il
Lodo Alfano. Dopo un minuto di silenzio per i morti dell’alluvione di Messina, il presidente della Corte,
Amirante, ha passato la parola al giudice Franco Gallo, per riassumere i motivi dei ricorsi effettuati
contro il lodo, che allo stato attuale ha il potere di sospendere i processi contro le quattro più alte
cariche dello Stato. Contro la legge sono stati presentati due ricorsi, effettuati dai Giudici di Milano in
due processi, tra cui quello in cui Berlusconi è imputato di corruzzione dell’avvocato David MiIls, e quello
in cui è implicato per irregolarità nella compravendita dei diritti Mediaset. Ce ne è un terzo che riguarda
sempre il Premier, in questo caso il ricorso è stato presentato dal gip di Roma, chiamato ha decidere se
rinivare o no a giudizio il Presidente del consiglio per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti
all’estero durante la scorsa legislatura. Rispetto alle possibilità di giudizio espresse dalla sentenza della
Corte, le starde sono molteplici, innanzi tutto potrebbe essere tirato in causa l’art. 138 , secondo il quale
è necessario l’intervento di figure Istituzionali per legiferare su un  materia di tipo costituzionale, potere
che non spetta al legislatore comune. In questo caso sarebbe messa in discussione la natura stessa della
legge. Inoltre si potrebbe sollevare questione di legittimità costituzionale in riferimento all’art. 3 Cost,
che sancisce il principio di  uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini, ma anche in riferimento all’art. 111
cost., sulla ragionevole durata del Processo, o all’art. 112 che si riferisce alle immunità parlamentari dei
Ministri e del Presidente delal Repubblica. Potrebbe inoltre essere rilevata una irragionevole disparità
di trattamento tra il Presidente del Consiglio, e i Ministri.

Fonte repubblica.it


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