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Anche a Roma centri di detenzione alternativi per le madri e i loro bambini

Postato da on set 3rd, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Nel Carcere di Rebibbia di Roma sono recluse il maggior numero di detenute donne d’Italia. Secondo quanto riportato dai dati raccolti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la condizione delle carceri italiane è anche da questo punto di vista in sovraffollamento. I bambini di età compresa fra gli 0 e 3 anni in carcere sono in totale 58, di cui la maggioranza nel Lazio e in Lombardia. A Rebibbia si trovano attualmente 29 bambini, tuttavia dalle statistiche emerge un’affluenza costante di detenute con figli, oltre ad un numero cospicuo di recluse in cinta. Per il momento nella maggioranza dei centri di detenzione la risposta all’esigenza di madri e figli è stata l’istituzione di asili nido. Si tratta ovviamente di una soluzione temporanea, che non può certamente rispondere alle esigenze di madri e bambini. Per questo a Milano già da tre anni grazie ad un protocollo d’intesa fra Enti locali, Regione, Comune e Dipartimento di Polizia Penitenziaria è stata attivata una struttura alternativa. Si chiama Istituto di Custodia Attenuata, una sorta di casa famiglia in  grado di ospitare fino ad un massimo di 12 detenute e 12 bambini. La struttura ospita 5 detenute 5 bambini, ma dalla sua attivazione vi hanno transitato un centinaio di madri con figli.  Durante il periodo di permanenza le detenute hanno la possibilità di  fare attività di tipo formativo e professionalizzante, mentre i bambini usufruiscono del servizio scolastico e ricreativo. L’apertura dell’Istituto ha permesso la chiusura dell’asilo nido del carcere di San Vittore. Il Consigliere della Regione Lazio, Isabella Rauti, che nella giornata di ieri si è recata in visita presso l’Icam di Milano, ha annunciato che l’Assessorato alle Politiche per la Sicurezza della Regione Lazio  ha in progetto la realizzazione di un centro dello stesso tipo presumibilmente a Roma dove la condizione delle detenute madri è al limite.


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