Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Angelina Jolie, La donna bionica, androidi e sindacati

Postato da on giu 5th, 2013 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

magliandroidi10Gli ultimi giorni sono stati illuminanti per quanto riguarda il sistema  Italia, il modello sanitario mondiale e l’approccio alle soluzioni. Angelina  Jolie, una delle donne più belle del mondo ha deciso di sottoporsi a un intervento di mastectomia preventiva dopo aver scoperto di avere un gene che la predisponeva per il tumore al seno. Il sistema sanitario mondiale controllato dalle multinazionali del farmaco permette questo: “taglia i pezzi del tuo corpo a rischio perché noi continueremo con la chemioterapia a curare il cancro in quanto permette incassi miliardari.” Non è l’uomo al centro della ricerca ma la ricerca al servizio del profitto. Oggi anche la religione è cambiata: Il potere finanziario è il nuovo “dio”,  I dollari il “verbo” e al posto di “non c’è altro dio all’infuori di me” c’è : “non c’è altro potere all’infuori di me e voi siete le mie cavie”. L’altro comandamento sostituito è il seguente: “ama il tuo prossimo come te stesso”, con: “ama il nostro potere al di sopra di te” e ancora:”Onora il padre e la madre” con : “Onora il potere e paga le tasse e se non puoi, vai dagli strozzini”. Potrei continuare  e al posto di: “non rubare” , “ruba ai tuoi simili e dallo al tuo dio”. Non è uno scherzo! E’ quello che sta succedendo. Il trascendente e la spiritualità vengono  sostituite creando una religione “potente” al servizio del “potere finanziario”. Menti raffinate racchiuse nei sepolcri di conoscenze criptiche e massoniche, dettano le nuove leggi e attendono “il nuovo messia”. Prima devono creare un nuovo ordine mondiale poi arriverà “il nuovo messia: una moneta unica mondiale a cui tutti dovranno inchinarsi”. Un piano perpretato nei secoli, con un esercito di uomini di potere al loro servizio: politici, scienziati, manager, multinazionali, presidenti della repubblica, presidenti del consiglio, cardinali, forse qualche papa, mafie e tanti altri. Un mondo terribile solo se pensiamo ad Angelina Jolie, la quale per non contrarre il cancro, perché qualche “oncologo” gli ha detto: “hai un gene e all’87% ti beccherai un tumore”. Incredibile: “sai che mi becco il tumore e non sai come debellarlo. Sai solo dirmi di asportare i seni”. Vi rendete conto di quali barbarie e crimini vengono commessi contro l’umanità, le persone. Solo perché le multinazionali del farmaco chemioterapico devono continuare ad incassare miliardi e miliardi di dollari. Potremmo anche dire che Angelina Jolie diventa la nuova eroina, simbolicamente, l’inizio dell’androide umano. Oggi i seni, domani le braccia, il cuore, e poi il cervello! Alla fine l’uomo scomposto e ricomposto diventa “un robot”. Fantasia? No signori, no purtroppo! Ci torneremo su tale sistema criminale! Vorrei focalizzare la vostra attenzione su un argomento importante e vitale per l’Italia e  il mondo, forse anche straordinariamente capace di ridare all’uomo una nuova dignità e un nuovo sviluppo e probabilmente abbattere il potere finanziario e l’invadenza delle multinazionali. Parlo della fusione fredda. Qualche giorno fa,  il giornale finanziario Forbes si sbilancia: “Il mondo potrebbe cambiare”, ma l’ambiente scientifico è cauto: mancano i dati sulla produzione di rame e sul catalizzatore. E soprattutto la peer review, Stupidaggini dei media e di quella parte della scienza asservita all’attuale  “nuovo dio: il potere finanziario”. Noi intervistammo per ben due volte il dottor Francesco Celani e ci spiegò il principio di funzionamento e vedemmo la produzione di energia attraverso la “fusione nucleare fredda”. L’Italia ha un vantaggio enorme rispetto ad altri paesi, quali: il Giappone, la Russia, gli Usa e la Cina. Un vantaggio dovuto alla genialità, volontà e determinazione di un manipolo di eroi che sperimentano nuove vie ad un infame destino! Gli altri paesi mettono in bilancio investimenti sempre più massicci sulla fusione fredda, permetterebbe di iniziare un nuovo ciclo economico e una società più giusta ed equa. Potremmo citare le parole di Tesla il quale disse: “con le mie scoperte renderemo l’uomo libero e con energia gratuita per tutti”. Uno dei magnati di allora rispose: “energia gratuita per tutti? Distruggiamo Tesla e le sue idee. Così fecero!”. La fusione fredda, la banda larga, la comunicazione  globale a portata di tutti, comporterebbe una rivoluzione culturale, sociale, politica e un nuovo modello di sviluppo. Intanto non ci sarebbero più “ideologie razziali e il colore non sarebbe più una discriminante, dodici milioni di bambini non morirebbero ogni anno nei paesi sottosviluppati, lo sviluppo diventerebbe sostenibile, le multinazionali conterebbero di meno o nulla e un nuovo modello di società prenderebbe forma grazie all’energia pulita a alla connessione globale, L’Italia, ha buttato alle ortiche il solare mandando in esilio Rubbia e il consorzio per lo sviluppo di energia solare nel deserto del Sahara, ora invece di sostenere la fusione fredda con investimenti importanti, fa finta di nulla. Certo loro volevano: il petrolio di Gheddafi, il gas di Putin e le centrali nucleari sul mare. Una politica asservita al “nuovo dio=potere finanziario” e come manichini “usati per i loro fini criminali. L’Italia dovrebbe ribellarsi e scendere in piazza contro tale politica distruttiva per il paese. L’Italia dovrebbe scendere in piazza per difendere i ricercatori affamati da questa gente, con idee rivoluzionarie nel cassetto, che potrebbero cambiare il corso degli eventi e della storia. L’Italia non è solo il paese delle mafie dei politici corrotti e delle lobby affaristiche. L’Italia è anche il paese dei Di Bella, Preparata, Fermi, Leonardo Da Vinci, Raffaello, Verga, Montale, Ungaretti, Maiorana  e tanti altri geni. Sarebbe il caso che tutti, dico tutti facessero una pausa di riflessione per il bene di questo paese e dell’umanità intera. Poi un’altra cosa esilarante è stata la dichiarazione di un sindacato: “Nello studio intitolato «La ripresa dell’anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l’occupazione » c’è, appunto, un altro dato, allo stesso tempo sorprendente e terribile: nel nostro Paese saranno necessari addirittura 63 anni per recuperare il terreno perso in questi cinque anni in termini di occupazione. Non solo, sarà praticamente impossibile ritornare allo stesso livello pre-crisi per quanto riguarda i salari reali. Un’indagine, quella della Cgil, dove vengono simulate alcune ipotesi di ripresa, nell’ambito delle attuali tendenze e senza che si prevedano modifiche significative di politica economica, sia nazionale che europea. Il tutto per dimostrare la necessità di «un cambio di paradigma», ovvero «partire dal lavoro per produrre crescita». Lo studio, quindi, sostiene che mettendo in atto un “Piano del Lavoro” 1′ occupazione persa «può essere recuperata in tre anni e il Prodotto interno lordo in quattro ». In particolare, l’indagine analizza il contesto economico. Dal 2008 – si legge – il Pil perde mediamente 1,1 punti percentuali ogni anno mentre i posti di lavoro sono diminuiti di oltre 1,5 milioni rispetto al 2007. Ed ancora, i salari lordi perdono lo 0,1% ogni anno (quelli netti lo 0,4%), la produttività è mediamente negativa del -0,2%, così come gli investimenti diminuiscono, sempre in media, di 3,6 punti l’anno. Questo quindi il quadro di riferimento dove innestare le previsioni macroeconomiche dell’Istat, a prescindere dalla congiuntura internazionale, e calcolare di conseguenza quanto tempo ci vorrà ancora per parlare di ripresa e recuperare il livello pre crisi. Guardando al futuro, dunque, se si utilizza come fattore da moltiplicare la previsione Istat per la ripresa nel 2014 (pari a un +0,7%), si ottiene il risultato sopra citato, ovvero la necessità di attendere 13 anni (fino al 2026) per vedere tornare il Pil al livello del 2007. Nel dettaglio finanziario, sarà questo il tempo necessario per colmare il “gap” di 112 miliardi tra il Prodotto lordo del 2014 (1.380 miliardi) e quello del 2007 (1.492 miliardi). Utilizzando gli stessi criteri, invece, il livello dell’occupazione ritornerà ai valori di sei anni fa soltanto nel 2076! In particolare, occorreranno 63 anni per passare dalle 23.531.949 “unità di lavoro standard” del 2014 alle 25.026.400 registrate nel 2007 (-1.494.451 la differenza). E addirittura non si recupererà mai il livello dei salari reali. Infine, il livello di produttività verrebbe recuperato nel 2017 (in 4 anni dal 2013) e il livello degli investimenti nel 2024 (11 anni dopo il 2013). La Cgil ha preso in considerazione anche «ipotesi più ottimistiche» legate alla proiezione di un livello di crescita pari a quello medio registrato nel periodo 2000-2007, ovvero del +1,6%. In questo caso il risultato prevede che il livello del Pil, dell’occupazione e dei salari verrebbe ripristinato nel 2020 (7 anni dopo il 2013) mentre quello della produttività nel 2017 e il livello degli investimenti nel 2024 (12 anni dopo il 2013). Inoltre c’è un’altra rilevazione particolare, con l’indagine che calcola anche la perdita cumulata generata dalla crisi, cioè il livello potenziale di crescita che si sarebbe registrato nel caso in cui la recessione non ci fosse mai stata. Una cifra colossale: 276 miliardi di euro di Pil. «Per uscire dalla crisi e recuperare la crescita occorre un cambio di paradigma», ha commentato il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi. «Per non attendere che sia un’altra generazione – ha aggiunto – ad assistere all’eventuale uscita da questa crisi, e ritrovare nel breve periodo la via della ripresa e della crescita occupazionale, occorre partire dalla creazione di lavoro. La proposta contenuta nel nostro “Piano del Lavoro” si fonda su un forte sostegno alla domanda, che avvenga con un piano straordinario di creazione diretta di nuova occupazione, nonché nuovi investimenti pubblici e privati, verso l’innovazione e i beni comuni».(fonte : cgil.it/rassegna stampa). Esilarante pensare a come i sindacati si rapportano alla società e al suo sviluppo. Un’assurdità incredibile, assurda. Lor signori dovrebbero sapere cosa “bolle in pentola” e quali sono le strategie mondiali per annichilire le persone. Dovrebbero sapere ( lo sanno, perché parte del sistema) che il futuro sarà osceno e solo la ricerca, le nuove fonti di energia, la rete, modelli economici nuovi e in sintonia con cambiamenti epocali possono permettere alle persone di ritrovare dignità. L’india ha 77.000.000 di ingegneri, la cina credo altrettanti, il Brasile ha investito sulla ricerca cme il Giappone, gli Usa, la Germania. L’Italia ha investito sulle tasse e la difesa dei “lavoratori”. In realtà i lavoratori sono stati solo il mezzo per ottenere potere e danaro. Fiumi di danaro con la formazione, 730, caf, le quote associative direttamente tolte dallo stipendio e vale per la triade. Ma chi hanno difeso? Un sindacato moderno “avrebbe dovuto prevedere cosa stava succedendo e anticipare l’effetto della globalizzazione. Spingere i governi con scioperi ad oltranza ad investire sulla ricerca. Sollecitare il governo ad investire nella cultura universitaria per tutti e non il numero chiuso. Prevedere e orientare i giovani ad una competizione globale, sollecitare i giovani alla conoscenza di più lingue e alla conoscenza della rete”. Il sindacato non ha saputo capire i cambiamenti e ora è “vecchio e in un’agonia senza vita”, altro che strategie  a medio lungo termine.

 


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