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Artrite reumatoide, è allarme fisioterapia

Postato da on ott 18th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

L’AIFI: “PRATICATA SOLO DA UN PAZIENTE SU QUATTRO”
Una ricerca di O.N.Da presentata oggi a Milano conferma quanto risulta anche all’Associazione Italiana Fisioterapisti. Un vero problema considerando che la fisioterapia è fondamentale nella riabilitazione di questi pazienti

Milano, 18 ottobre 2011 – Solo un paziente con artrite reumatoide su quattro pratica regolarmente e correttamente sedute di fisioterapia. Un dato allarmante, diffuso oggi dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, che dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che troppo spesso la fisioterapia viene considerata una cura di serie B, sottovalutata anche dai pazienti, che ormai si attendono miracoli solo dai farmaci. Da qui l’appello del presidente nazionale dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi), Antonio Bortone: “Per le malattie reumatiche in generale la fisioterapia è fondamentale. La riabilitazione infatti è parte fondamentale della terapia farmacologica. A livello internazionale l’artrite reumatoide, come molte altre malattie reumatiche, viene infatti affrontata con un approccio di tipo multidisciplinare, presupposto per ottimizzare gli interventi riabilitativi grazie a percorsi e linguaggi comuni di una rete riabilitativa reumatologica che si basa sull’evidenza scientifica”. Queste le ragioni che pongono la persona con l’artrite reumatoide al centro di un programma riabilitativo con approcci terapeutici personalizzati, avvalendosi di tutti i provvedimenti necessari al ripristino funzionale per contrastare l’evoluzione della disabilità e dell’handicap e migliorarne la qualità della vita. Un percorso che presuppone una attenta valutazione del dolore e della disabilità, unitamente all’analisi dei fattori contestuali relativi alla vita quotidiana e lavorativa del singolo individuo. Di grande importanza per la persona sono inoltre l’informazione, l’educazione, training di igiene e l’economia articolare.

“Il nostro intervento per pazienti con artrite reumatoide – aggiunge Tiziana Nava, responsabile del Gruppo Interesse Specialistico di Reumatologia dell’Aifi – si sviluppa in varie modalità. Innanzitutto la riabilitazione valuta e affronta i distretti articolari che possono essere interessati dalla patologia: articolazione del complesso cranio-cervico-mandibolare, dell’arto superiore (complesso scapolo-omerale, gomiti, polsi, mani) e dell’arto inferiore (anca, ginocchio, caviglia, piede), sia in situazioni pre operatorie che post chirurgiche. Inoltre – continua la dr.ssa Nava – la riabilitazione può svolgere un ruolo non solo curativo ma anche preventivo, grazie all’intervento da parte del fisioterapista nell’ottimizzazione di tutte le strutture che non sono state interessate direttamente dalla patologia, migliorando lo stato delle articolazioni compromesse e ottimizzando le possibilità residue. Questo percorso terapeutico si avvale di tecniche di tipo distrettuale e globale, in modo da permettere alla persona, grazie ad un approccio cognitivo-comportamentale, quella consapevolezza corporea che è condizione necessaria per la gestione del proprio stato di salute. Infine la funzione basilare che svolge la riabilitazione non si limita al miglioramento della qualità di vita. Le malattie reumatiche, infatti, possono essere fortemente invalidanti e che chi ne è affetto vive una situazione di disagio paragonabile all’handicap. In questo senso non si tratta solo di eliminare il dolore e di consentire di compiere qualsiasi gesto, ma è necessario considerare aspetti più complessi, che coinvolgono la sfera affettivo-relazionale, la stima e il rispetto di sé, la dignità della persona rispetto all’ambiente esterno”.

Ecco alcune regole chiave per la riabilitazione. Indicazioni indispensabili che il paziente deve conoscere prima di sottoporsi a un trattamento di riabilitazione:

1.    La riabilitazione deve essere effettuata esclusivamente dal fisioterapista con qualifiche certificate.
2.    Ogni trattamento riabilitativo è mirato al singolo individuo: non esistono pazienti uguali fra loro a parità di malattia.
3.    Si ricorda al paziente che il trattamento corretto non procura mai dolore, non è aggressivo e traumatizzante ma graduale e rilassante.
4.    Il fisioterapista deve sempre illustrare al paziente le metodiche che intende adottare e le relative motivazioni.
5.    Il paziente ha il diritto di chiedere spiegazioni ove il procedimento non gli sia chiaro.
6.    Al termine del trattamento il paziente deve provare una sensazione di benessere, che può essere accompagnata da un affaticamento muscolare, che tuttavia è una cosa molto diversa dal dolore.
7.    Sempre al termine del trattamento il paziente non deve avere manifestazioni infiammatorie come: gonfiori, lividi, difficoltà di movimento, dolore locale e/o diffuso.
8.    Può accadere che il paziente si stupisca del fatto che il fisioterapista operi in un distretto corporeo diverso da quello in cui accusa dolore: si tratta di una prassi alcune volte necessaria, su cui il fisioterapista deve essere pronto a fornire delucidazioni.


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