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Autisti in rivolta, Napoli paralizzata “Bus sporchi, così ci infettiamo”

Postato da on set 11th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

bus napoliNAPOLI – La psicosi del contagio da influenza A paralizza il trasporto pubblico: 269 bus non escono dal deposito, 50 linee vengono soppresse, migliaia di passeggeri rimangono bloccati per un’intera mattinata alle fermate. Nove ore di blocco (dalle 5 alle 14) e si sfiora la rivolta cittadina. La paura tocca di nuovo Napoli.

Dopo il bacio vietato alla teca di San Gennaro, l’ossessione per la trasmissione del virus A H1N1 arriva per le strade. Circa duecento autisti denunciano: “L’Azienda napoletana mobilità (Anm) non pulisce né disinfetta i mezzi regolarmente. Temiamo il contagio dell’influenza A”. E all’alba incrociano le braccia. Bloccati al deposito di via Nazionale delle Puglie oltre il 90 per cento dei mezzi: partono solo in 17. La città va in tilt. Alle fermate si formano gruppi anche di 70-80 persone, in attesa dei bus che non arrivano. Epicentro dei disagi è piazza Garibaldi, davanti alla stazione. Qui ad annunciare il blocco c’è solo un cartello, scritto frettolosamente con un pennarello e affisso la gabbiotto dell’Anm: “Causa agitazione interna si annunciano disagi”. Nessuna altra spiegazione. Spente anche le paline elettroniche con gli orari dei bus. La disinformazione alimenta la rabbia dei cittadini, che aspettano fino a tre ore un bus in una giornata torrida. I pochi mezzi che circolano vengono presi d’assalto. E tra risse e disagi, spuntano pulmini privati, che raccolgono decine di passeggeri e si fanno pagare una corsa fino a 10 euro.

A proclamare il blocco senza preavviso è il sindacato Faisa-Cisal. “È arrivata anche la Digos, ci ha identificati tutti, ma non ci muoviamo da qui”, spiega il segretario provinciale Vincenzo Balzano. “Sono autista da 12 anni, ma anche madre di due bimbi di 8 e 7 anni – interviene Simona Serretiello – I nostri bus sono pieni di zecche, pidocchi, insetti. Ci sono sedili macchiati si sangue o di altri liquidi biologici. Se fino ad ora abbiamo sopportato, con l’incubo di questa nuova micidiale influenza A, non possiamo più lavorare in queste condizioni. Lo facciamo per noi, ma anche per tutti i napoletani, a cui oggi abbiamo creato disagi, ma che hanno diritto a bus puliti e sicuri”.

Gli autisti Anm mostrano i “reperti”, come li chiamano: autobus V 835, linea R5 (Scampia) due sedili sono macchiati di sangue (la linea ha un’utenza di 5mila passeggeri al giorno); bus targato Ar 212VA, per terra immondizia e uova marce e una patina bianca appanna i primi tre finestrini sul lato dell’autista. “E sono decine gli autobus in queste condizioni – rincara la dose Balzano – L’azienda dà solo una spazzata per terra. In queste condizioni il contagio diventa ancora più facile. Chiediamo la vaccinazione di tutto il personale e la disinfestazione dei mezzi ogni 15 giorni, come da capitolato. Non si può giocare con la vita dei lavoratori e degli utenti”. In azienda arriva il direttore operativo Fabrizio Cicala, che media con i lavoratori. Alle 14 i primi autobus lavati e disinfettati, prendono servizio e il blocco lentamente viene assorbito. Ma ora l’assessore alle Risorse strategiche del Comune, Riccardo Realfonzo, chiede all’Anm “una dettagliata relazione ufficiale” per accertare eventuali danni.

Il presidente dell’Anm, Antonio Simeone, è furioso: “L’allerta per l’igiene è massima e chi ha lanciato allarmi ingiustificati ne pagherà le conseguenze. È stata un’azione irresponsabile e voglio capire le vere cause. Le pulizie dei mezzi sono costanti”. E per l’influenza A “ho contattato personalmente l’ospedale Cotugno per capire l’opportunità di vaccinare i nostri dipendenti. Al momento mi hanno detto che non ci sono pericoli”. Ieri al deposito Anm sono arrivate due ispezioni. Una dell’Asl e una dell’assessorato regionale alla Sanità. “Entrambi gli enti hanno certificato che i mezzi sono idonei”. Anche il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio precisa: “Credo che gli autobus debbano essere puliti a prescindere, ma dubito che ci sia un collegamento diretto tra il livello di pulizia dei mezzi pubblici ed il virus H1N1, il salto è grande”. La Faisa-Cisal, però, non molla: “Il blocco continuerà anche domani (oggi ndr) se l’azienda non si impegna a pulire i mezzi quotidianamente”.

fonte Repubblica.it


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