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BERLUSCONI-FINI, TELEFONATA NON BASTA: RESTA TENSIONE

Postato da on set 10th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

ROMA – Dopo il gelo di martedì tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, la giornata sembrava aver preso un’altra direzione, quella di un primo chiarimento, almeno stando alle parole dello stesso premier, ma anche del ministro Ignazio La Russa che aveva riferito di un colloquio telefonico molto positivo tra i due. Poi, però in serata la situazione è di nuovo precipitata e il termometro del rapporto tra i due è sceso di nuovo a zero. E’ accaduto che il presidente del Consiglio nel suo intervento fiume davanti la platea dei giovani del Pdl abbia sfoggiato il suo “proverbiale ottimismo” spiegando che i rapporti con il presidente della Camera sono solidissimi che le increspature tra loro erano state generate solo da un malinteso.

“Con Fini lavoro ormai da 15 anni. C’é stato un fraintendimento, ma oggi ho avuto con lui una telefonata cordiale e simpatica. Aveva frainteso una frase che ieri avevo detto in buona fede”, ha detto il premier alle giovani leve del partito. Anche sull’immigrazione – ha voluto chiarire Berlusconi – si era creato un “equivoco”, dal momento che il suo attacco era rivolto solo all’opposizione. Valutazioni che agli occhi del presidente della Camera non rispecchiavano però la realtà.

Quindi Fini ha preso carta e penna per mettere nero su bianco il suo stato d’animo, sferzando per la seconda volta il premier nello spazio di 24 ore: “Per quanto l’ottimismo di Berlusconi sia proverbiale, definire fraintendimento le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl è necessario discutere, è non soltanto riduttivo ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi”. Il punto è la lettura dell’esito del colloquio telefonico del pomeriggio.

Tra Berlusconi e Fini non ci sarebbe stato, infatti, un chiarimento a tutti gli effetti bensì l’accordo per un faccia a faccia a breve, finalizzato, quello sì, a chiarire le posizioni. Sul caso immigrazione, invece, effettivamente Berlusconi e Fini si sarebbero spiegati, sembra con reciproca soddisfazione. E pensare che al rapporto con il presidente della Camera era stata dedicata buona parte della riunione a Palazzo Grazioli tra il presidente del Consiglio e il vertice del Pdl (coordinatori, capigruppo e loro vice). Con l’obiettivo comune di non irrigidire le posizioni. Di qui la decisione di sottolineare, alla festa dei giovani, che il Pdl “non è una caserma” e riconosce “libertà di coscienza sui temi etici”.

E di tenere congelate le scelte sulle regionali in attesa non solo dei nuovi incontri con la Lega e di quelli auspicati con l’Udc, ma anche del faccia a faccia con Fini, che sostiene la candidatura nel Lazio del segretario generale dell’Ugl Renata Polverini. Unica decisione presa, come ha riferito poi Berlusconi, quella di “tenere periodicamente le riunioni di direzione, ufficio di presidenza e degli stessi coordinatori nazionali con i presidenti dei gruppi di Camera e Senato”. Altra questione a cui si sarebbe fatto accenno nell’incontro, quella del ‘Giornale’. E Berlusconi avrebbe ribadito quanto detto in queste settimane e cioé che Vittorio Feltri è stato messo alla guida del quotidiano per risollevarne le vendite e che tutti sanno quanto tenga alla sua libertà. Un modo per dire che con le stoccate a Fini lui non c’entra. Alla fine, da via del Plebiscito, era partita la telefonata del premier al presidente della Camera, all’insegna dell’amicizia e dei toni pacati. Dobbiamo vederci a quattr’occhi, perché così abbiamo sempre risolto tutti i problemi, discutendo nell’interesse del governo e del partito, sarebbe stato il ragionamento del premier. No, insomma, al botta e risposta attraverso i giornali. Un invito che Fini avrebbe accolto volentieri, fissando un appuntamento per la prossima settimana per affrontare in quella sede i nodi politici che aveva posto. A sera, tuttavia, la nuova puntualizzazione a mezzo stampa, dopo le parole di Berlusconi ad Atreju. L’incontro resta, ma i problemi non sono risolti.

fonte Ansa.it


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