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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Biopsia dei linfonodi, bisognerà attendere solo 45 minuti

Postato da on nov 2nd, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il cancro alla mammella è uno dei tumori più diffusi. Nel 2006 sono stati diagnosticati in Gran Bretagna più di 45.500 casi, che equivalgono a circa 125 donne al giorno. Grazie alla diagnosi precoce è notevolmente sceso il tasso di mortalità. Attualmente sono circa 12mila le donne che sopravvivono alla malattia. Ad essere colpite sono in genere donne, tra i 50-59 anni. Forme di controllo devono essere effettuate anche su le figlie o le sorelle, la cui probabilità di contrarre il cancro alla mammella sale dell’80 %. Fattori di rischio sono la pillola anticoncezionale, il bere eccessivo, e l’obesità. Se viene diagnosticato il tumore si procede con un intervento chirurgico, seguito da chemio o radio terapia. L’intervento chirurgico viene effettuato per rimuovere il nodulo. Inoltre si provvede ad una verifica della condizione delle ghiandole ascellari, infatti il tumore si estende generalmente a quest’area. Nel caso questo avvenga, si deve effettuare un secondo intervento. Questo tipo di tumore non riguarda solo le donne, diversi casi sono stati riscontrati anche negli uomini.  La diagnosi precoce è uno dei fattori più importanti per arrestare il diffondersi della malattia, ed in Gran bretagna è stato ideato un test di diagnosi rapida, che viene fatto a quei pazienti che sono stati sottoposti ad un intervento cirurgico al seno, per verificare se il tumore si è diffuso anche alla ghiandole ascellari. Generalmente è necessario attendere 2 o 3 settimane, mentre con questa modalità le persone che hanno bisogno di un nuovo intervento o di vari trattamenti possono riceverli subito. Questo tipo di diagnosi è già in uso in due ospedali, a Portsmouth e a Surrey. I chirurghi possono procedere ad eliminare le ultriori ghiandole malate, nella stessa operazione permettendo al paziente di iniziare prima la chemioterapia. Inoltre questo processo permette di evitare gli interventi secondari, che sono generalmente 3000 ogni anno. In circa 1 paziente su 3 il cancro si diffonde anche ai noduli ascellari. Questo test permette di verificare la presenza di cosidette micrometastasi, tumori inferiori a 0,2 millimetri.

Fonte timesonline.co.uk


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