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Bossi provoca, la Regione Lazio risponde.

Postato da on set 13th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Ci sono affermazioni che tendiamo a valutare come semplici provocazioni, ci sono affermazioni di cui sottovalutiamo la portata perché le riteniamo fini a se stesse, ma se queste continuano a essere reiterate e, sopratutto, se chi le esprime è un ministro della Repubblica, nonché fondatore e leader di uno dei partiti sul quale si articola la nostra traballante maggioranza, bisogna cominciare a preoccuparsene.
Umberto Bossi chiede, ancora, a gran voce, durante la ormai celebre “cerimonia dell’ampolla”, un Giovanni Battista  redivivo che battezza con le acque del Po i suoi adepti, tra cui il figlio Renzo,il decentramento dei ministeri, per perorare la sua idea chiama in causa anche Londra, dove, sottolinea, non c’è più la sede di neanche un ministero.
Non ne fa una questione di Nord o Sud, semplicemente  di grandi città, dove, a suo dire, sarebbe opportuno collocare almeno un ministero che, come si sa, è sinonimo di posti di lavoro e di soldi.
Non è la prima volta che il leader del Carroccio tira fuori proposte come questa, del resto come fa notare Montino, consigliere capogruppo del Pd in Regione Lazio, la più coinvolta dall’ipotetico decentramento, sono  “Le solite, noiosissime e ripetitive dichiarazioni del maggior azionista del Pdl, Umberto Bossi, in merito allo spostamento dei ministeri a Milano, confermano che in primavera ci saranno le elezioni politiche. Stupidaggini e baggianate di questo genere infatti hanno cittadinanza nel dibattito politico solo quando si è deciso che a breve si tornerà al voto. Quando è così  Bossi rispolvera il vecchio armamentario di spropositi che regolarmente rimette nel cassetto appena incassato i voti della minoranza del popolo del nord”.
Tuttavia il capogruppo continua sottolineando come il comportamento di Bossi “offre conferma politica al percorso tenuto dal Pdl in questi due anni: umiliare Roma e il Lazio” e come, a suo avviso “Il Pdl nazionale, comunale e regionale hanno condiviso e sostenuto questo percorso” chiede, quindi, l’intervento in risposta a queste proposte del sindaco Alemanno e della presidente della Regione Polverini.
Proprio quest’ultima, in una nota ufficiale in risposta alle affermazioni di Bossi, afferma come “L’idea di spostare ministeri da Roma in altre città non ha nulla a fare con il federalismo e un’eventuale ipotesi in questo senso non potrebbe che trovarci contrari” e come “L’idea di federalismo per la quale tutti siamo impegnati è quella di un federalismo solidale, più volte richiamata anche dal Capo dello Stato, che certamente non ha tra i suoi obiettivi quello di scardinare la geografia dei ministeri che per ovvie ragioni sono collocati nella città in cui l’attività politica e di governo del paese trova la sua espressione. Proprio come a Milano pulsa il cuore dell’economia e della finanza, è come se chiedessimo di portare a Roma la sede della Borsa…”.
Bossi incalza, la regione Lazio risponde, anche se in un momento come questo sarebbe più opportuno pensare a rimettere in piedi un paese, piuttosto che smantellare una città.

Fonti: Il gazzettino


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