Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Braccio meccanico mosso dal pensiero

Postato da on mag 18th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Sono molte le persone che per nascita o a causa di paralisi celebrali successive, diventano tetraplegiche. Generalmente queste persone non hanno più alcuna capacità di movimento. Il Brown Institute for Brain Science a Providence ha avviato un progetto finalizzato a restituire a queste persone un certo grado di autonomia. I protagonisti della sperimentazione si chiamano Cathy e Bob, la prima paralizzata da 15 anni, il secondo dal 2006, hanno acconsentito a farsi trapiantare nella corteccia degli elettrodi in grado di captare l’attività neurologica legata al movimento. Questi elettrodi sono in grado di decodificare gli impulsi del cervello tanto da tradurli in comandi veri e propri per un braccio robotico che risponde a tutti gli stimoli inviatigli. Un filmato realizzato lo scorso Aprile, mostra come Cathy riesca a manovrare il braccio robotico solo attraverso i suoi pensieri, ordinando al braccio di prendere un bicchiere di caffè e avvicinarlo alla sua bocca. Il lavoro è parte di un esperimento clinico chiamato Brain Gate 2, guidato dal Professor John Donoghue, che inizialmente metteva in condizione i partecipanti di muovere un cursore sullo schermo di un computer. Nell’ultimo studio invece ai due partecipanti sono stati dati 30 secondi per afferrare degli oggetti: Bob ha completato il 62% dei compiti assegnatigli e Cathy il 46%. Chiaramente la struttura dovrà essere raffinata per poter consentire movimenti più complessi e agire con maggior precisione, ma il team di scienziati è assolutamente soddisfatto dei risultati raggiunti.

Fonte: Nature.com


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