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Brunetta a De Bortoli: “La lettera BCE al Governo è stata in gran parte inascoltata? Non è vero dei 10 punti dell’agenda BCE solo 1 non è stato realizzato

Postato da on ott 5th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“Nel suo editoriale di oggi sul Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli scrive che «la lettera della Bce al governo italiano è rimasta in gran parte inascoltata». Non è vero e i fatti stanno a dimostrarlo.
Con il Decreto Sviluppo e con il Decreto Manovra sono state approvate ben 27 misure pro crescita che, assieme al Decreto Sviluppo di prossima approvazione, rappresentano una risposta all’esigenza di rafforzare il potenziale di crescita dell’economia. I sistemi regolatori e fiscali saranno rimodulati dal disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale, attualmente all’esame della Sesta Commissione Finanza della Camera dei Deputati. Gli ordinamenti professionali dovranno garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza (DL 138/2011, art. 3). In sede di conversione della Manovra di luglio è stato previsto che il Governo elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi s’intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato.
Per quanto attiene la liberalizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, il Governo, dopo l’esito dei referendum di giugno, è intervenuto nuovamente su tale materia prevedendo che gli enti locali verifichino la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi, compatibilmente con il rispetto dei principi di universalità e accessibilità.
Nella lettera della Bce si sottolinea “l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva”. L’invito della Bce ha trovato risposta nell’articolo 8 della Manovra bis.
L’approvazione delle manovre garantisce il pieno raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto nel DEF di aprile.
L’Italia aveva già fornito una risposta alla richiesta di intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, risposta che è stata ulteriormente rafforzata. La Manovra di luglio prevede l’anticipo per uomini e donne al 2013 dell’avvio dell’aggancio alla speranza di vita dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia e per quello di anzianità. In sede di conversione del DL 138/2011 è stato previsto che l’adeguamento dell’età di pensionamento per le donne del settore privato all’età degli uomini scatterà a partire dal 2014 e la riforma andrà a pieno regime a partire dal 2026.
All’interno della Manovra di luglio troviamo anche la previsione dell’avvio della “spending review”. Quanto al passaggio della lettera della Bce su un’eventuale riforma della pubblica amministrazione la risposta è già contenuta nell’articolo 9 del DL n. 78/2010 in tema di contenimento delle spese in materia di pubblico impiego e nell’articolo 16 del DL 98/2011 con cui sono state prorogate fino al 31 dicembre 2014 il blocco delle retribuzioni e le limitazioni alle assunzioni nelle amministrazioni dello Stato. Gli effetti saranno il riassorbimento del differenziale di crescita, osservato tra il 2000 e il 2010, tra gli incrementi retributivi del settore pubblico e quelli del privato e la riduzione dei dipendenti pubblici stimabile in oltre 300 mila unità (- 8%) tra il 2008 e il 2014. Inoltre, il Governo è intervenuto nel 2009 con il D.Lgs n. 150/’09 che vara la Riforma della PA, e con il successivo decreto delegato (DLgs n. 198/2009), che ha introdotto l’azione collettiva contro le inefficienze delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. Il che comporta la fissazione di standard di qualità, esattamente nel senso di quanto contenuto nella lettera Bce.
La lettera del Consiglio direttivo della Bce al governo non solo non è rimasta inascoltata, ma dei 10 punti programmatici in essa contenuti solamente uno, quello relativo alle seniority pension, non è stato pienamente realizzato. Gli altri nove sono stati implementati o sono in corso di realizzazione”.


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