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Caro federalismo, ma quanto ci costi?

Postato da on ott 13th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Ma quanto costerà alle tasche degli italiani l’attuazione del federalismo fiscale ? Domanda più che legittima, alla quale numerosi esponenti delle Istituzioni e non, tecnici e professionisti stanno cercando di dare una risposta.

Secondo gli ultimi studi su questo argomento effettuati dall’Anci e dalla Uil, la situazione si presenta tutt’altro che rosea, entrambi prevedono, infatti, da una parte un aumento tributario ed dall’altra un rischio per il Sud d’Italia. Il delegato Anci alle politiche del Mezzogiorno, Vito Santarsiero entra nello specifico per quanto concerne le eventuali problematiche del Sud legate a questa manovra e sottolinea come il federalismo avrà un impatto molto pesante principalmente sui comuni del Mezzogiorno; questa porterà ad una riduzione del 40% dei trasferimenti a loro destinati con una conseguente drastica riduzione dei bilanci.

Continuando sulla stessa scia, Santarsiero rimarca la necessità di definire entro tempi brevi sia i fabbisogni standard sia la effettiva consistenza del fondo perequativo istituito per compensare eventuali squilibri fra le entrate tributarie delle regioni e per consentire a tali enti di erogare i servizi di loro competenza a livelli uniformi su tutto il territorio nazionale.

Per quanto concerne invece l’aumento tributario è la Uil a fare una proiezione basandosi sulla bozza del decreto che permetterebbe alle regioni di portare l’addizionale Irpef fino al 3%. Se si considera che, ad oggi, ad un lavoratore con un reddito inferiore ai 28 mila euro anno, si applica un’aliquota al 1,4% facendo una previsione a regime, gli aumenti delle addizionali  sarebbero pari a 226 euro medi annui per ogni contribuente, che vedrebbero  impennarsi cosi’ la spesa dell’82,8%, passando dagli attuali 273 euro  medi pro capite ai 499 euro nel 2015.

I lavoratori dipendenti e pensionati, in particolare, potrebbero dover sostenere un aumento medio di 218 euro, passando dagli attuali 280 euro ai 498 euro.

Fonti: Regioni


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