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Caro spiagge: Adoc, una giornata al mare costa l’1,5% in più del 2010

Postato da on giu 13th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Una giornata al mare per una famiglia di quattro persone sulle spiagge italiane costa in media poco meno di 97 euro, l’1,5% in più dello scorso anno, secondo un’indagine dell’Adoc. Addirittura il 136% in più rispetto al 2001.

“Trascorrere una giornata al mare sta diventando sempre più un salasso per le famiglie italiane – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – rispetto allo scorso anno il costo complessivo è aumentato dell’1,5%, la spesa media che una famiglia di quattro persone spende per rilassarsi in riva al mare ha sfiorato quota 97 euro. Sono rincarate quasi tutte le voci, dall’ombrellone (+1,3%) al lettino (+1,2%) passando per sdraio (+3,2%) e ingresso (+0,8%). Anche le voci extra come i gelati, panini e caffè sono in rincaro, con i primi che segnano un aumento del 2,8%. Stabili solo i costi di parcheggio. Continuando di questo passo gli italiani il mare potranno vederlo solo in cartolina”.

In base ai dati dell’Adoc la Sardegna, la Toscana e la Liguria risultano essere le Regioni più care. In Sardegna si spende il 28,5% in più della media nazionale pari a 50,5 euro per i soli costi dei servizi di stabilimento, in Toscana il 22,5% in più mentre in Liguria il 16,8% in più. Tra le Regioni più abbordabili al primo posto si trova la Sicilia, dove si può spendere il 29,5% in meno della media e la Puglia, dove si può risparmiare il 24,6% rispetto alla media nazionale e i cui costi sono praticamente dimezzati rispetto alla Sardegna. Quest’ultima è la Regione che ha subito i rincari più gravi, pari al 4,6%, mentre la Puglia è l’unica Regione a registrare un ribasso, pari allo 0,7%.

Il confronto con i prezzi del 2001 lascia sconvolti: mediamente una giornata al mare costava poco più di 40 euro, il 136% in meno di oggi. Dall’introduzione dell’euro rincari vertiginosi per i costi d’ingresso (+262%), lettino (+122%) e sdraio (+110%). Rincari notevoli anche per le altre voci, dai parcheggi ai gelati. In 10 anni si è arrivati a spendere più del doppio, un dato preoccupante e che fa intendere come godersi il relax in spiaggia sia diventato una chimera per la maggior parte degli italiani.

Rimane viva la discussione sull’accesso alla spiaggia, che dovrebbe essere obbligatoriamente libero secondo l’art. 1 comma 251 dell’ultima finanziaria, ma che, nella maggior parte dei casi rilevati dall’Adoc, non viene garantito ai cittadini.

“C’è ancora molta confusione sull’accesso alla spiaggia che, come previsto dalla Finanziaria del 2007, dovrebbe essere libero – spiega Pileri – tuttavia registriamo ancora una certa resistenza ad applicare la legge. Negli stabilimenti, spesso, si fa pagare l’ingresso o viene previsto l’accesso gratuito solo a patto di affittare l’ombrellone e il lettino. Una sorta di tassa occulta che scontenta gli italiani che intendono accedere alla battigia senza pagare. In Liguria è vivo il problema della percentuale di spiagge libere a disposizione dei cittadini. Solo 12, tra i 63 Comuni costieri liguri, possono vantare percentuali di spiagge libere e attrezzate superiori al 40%. Nel Lazio, sull’arenile di Ostia, solo il 20% delle spiagge prevede l’accesso libero.”

 


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