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Cina inquinamento da record: + 30% nel 2015

Postato da on feb 6th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Secondo l’opinione del Professor Ye Qi docente di politica ambientale all’Università di Tsinghua e direttore del Climate Policy Initiative a Pechino, nel 2015 le emissioni di anidride carbonica della Cina supereranno del 50% quelle degli Stati Uniti, fino a poco fa in testa. Oggi, la Cina supera le emissioni statunitensi del 20% ma questo gap è destinato a crescere repentinamente. Nonostante la Cina, nel corso degli ultimi anni, abbia fatto enormi passi in avanti nello sviluppo di energia rinnovabile, le fonti energetiche alternative rappresentano solo una minima parte della produzione energetica complessiva. Il consumo, salito alle stelle, è andato di pari passo con lo sviluppo economico del Paese.  Sebbene l’ultimo meeting internazionale sui cambiamenti climatici, si sia concluso con un apertura da parte delle autorità cinesi, che hanno accettato di aderire agli impegni sulla riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2020, non è chiaro quali saranno i termini del suddetto accordo. Inoltre fa notare il Professor Qi, gli impegni di collaborazione energetica cino-americani per la riduzione delle emissioni di gas serra, rischiano di essere messi in discussione dagli interessi commerciali su eolico, fotovoltaico e veicoli elettrici.  Ad oggi poi, il governo cinese non ha dato alcuna indicazione sulle strategie che saranno adottate per ridurre l’impatto ambientale.  Sebbene le Istituzioni stiano lavorando all’abbattimento dei livelli di inquinamento, attraverso la diminuzione dell’immissione di anidride carbonica per unità di Pil, le emissioni complessive sono alle stelle. Le dichiarazioni del Professor Qi sono poco rassicuranti. A suo avviso, se nel breve periodo attraverso lo sviluppo tecnologico si sono ottenuti discreti risultati, la mancanza di cambiamenti strutturali nel sistema produttivo renderà gli obiettivi ambientali difficilmente raggiungibili nei prossimi anni.

Fonte: Scientific American

 


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