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Cinema: dati positivi nel 2010, ma difficile il rapporto con la politica

Postato da on nov 25th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Dal primo gennaio al 21 novembre, gli spettatori delle sale cinematografiche monitorate da Cinetel sono stati oltre 94,5 milioni(+15,19% sul medesimo periodo del 2009) e gli incassi hanno superato i 630 milioni di euro (+23,30%). Lo hanno annunciato in una conferenza stampa alla Casa del Cinema, Roma, i rappresentanti dell’industria, Paolo Protti, Agis e Anec, e Carlo Bernaschi, Anem, per gli esercenti, Riccardo Tozzi per i produttori, Anica, e Filippo Roviglioni per i distributori, Anica, che hanno mostrato soddisfazione per i dati positivi ma hanno evidenziato anche seri problemi soprattutto nel rapporto con la politica.
Se importante è stato l’apporto dei film 3D, che con Avatar sono in testa alla classifica dei migliori risultati, particolarmente buoni sono i numeri del cinema italiano che sfiora, con le coproduzioni, quota 30% al box office, a fronte del 21,6% del 2009. E nella classifica per titoli, gli italiani si piazzano al secondo posto, “Benvenuti al Sud”, al quarto, “Io, loro e Lara”, al settimo, “Maschi contro Femmine”, con un ottimo piazzamento anche per “Baciami ancora”, tredicesimo, “Genitori e Figli”, quattordicesimo e “Mine vaganti”, quindicesimo.
Riccardo Tozzi ha parlato di un risultato eccezionale per la produzione nazionale che conferma un andamento positivo registrato ormai dal 2007. “Per il cinema italiano la parola crisi non esiste più”, ha detto Tozzi commentando la positiva accoglienza dei film nazionali da parte del pubblico ma anche dei media.
“E’ un’ottima annata”, ha ribadito Paolo Protti che ha sottolineato anche la forte spinta al rinnovamento tecnologico dell’esercizio, con la diffusione del digitale e del 3D. Inoltre, per Protti, alle prossime Giornate Professionali di Cinema, presentate nella stessa occasione, “si toccherà con mano e con gli occhi la crescita non solo in termini numerici ma anche qualitativi che tutto il cinema ha saputo fare”.
Carlo Bernaschi ha rilevato che anche le sale di città pur vedendo chiudere nel 2010 altre 35 strutture, hanno registrato un primo aumento dopo un triennio sia in termini di pubblico (+6%) che di incassi (+12%). Peraltro Filippo Roviglioni ha sostenuto che le sale di città rappresentano un importante spazio per il cinema di qualità e per il prodotto nazionale.
Ma in un quadro ampiamente positivo, ci sono ombre pesanti: “E’ fortissima la nostra preoccupazione per quello che non sta avvenendo a livello politico”, ha detto Protti, per il quale i pesanti tagli annunciati al Fus 2011, il mancato rinnovamento, per ora, degli incentivi fiscali al cinema e il ritardo nell’approvazione delle riforme sono altrettanti atti di “miopia politica” che mortificano la cultura e demoliscono le aziende sane. “Esemplare”, per il presidente di Agis e Anec è stato il discorso di ieri del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che “ha detto ciò che noi sentiamo” e che ha dato voce “alla nostra preoccupazione per il momento che viviamo e al nostro orgoglio per quanto abbiamo saputo fare in questi anni”. Per Protti non resta che sperare che il governo mantenga gli impegni presi ed eviti così di infliggere un colpo a tutto lo spettacolo italiano.
“Non siamo un problema ma una risorsa”, ha rilanciato Tozzi, per il quale bisogna prendere atto che da anni in Italia la politica si è dimostrata incapace di esprimere una classe di governo. Da ciò, la necessità di chiedere all’esecutivo il meno possibile, e tra questo minimo indispensabile c’è il rinnovo del tax credit, mentre vanno maggiormente coinvolti i governi locali nel sostegno al cinema e va valorizzata al massimo la accresciuta collaborazione interassociativa che sta già dando frutti interessanti.


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