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Come sfruttare l’energia cinetica prodotta dai passi umani

Postato da on mag 21st, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

In vista delle Olimpiadi di questa estate, uno dei più grandi centri commerciali londinesi, situato nei pressi dello Stadio Olimpico, si sta attrezzando per sfruttare al meglio l’arrivo di migliaia di turisti. Nei vialetti esterni del Centro Commerciale è stata installata una nuova pavimentazione, costituita di centinaia di pannelli di un verde brillante. Non si tratta di abbellimento estetico ma di un sofisticato sistema di immagazzinaggio di energia pulita che a pieno regime dovrebbe arrivare a coprire metà dei costi di illuminazione della struttura. Si tratta di una tecnologia conosciuta, che sfrutta la reazione di alcuni cristalli come il quarzo, il topazio e lo zucchero di canna. Grazie a queste sostanze è possibile immagazzinare l’energia cinetica prodotta dal calpestio dei passi dei visitatori e trasformarla in energia elettrica. Passeggiando sopra questi grandi tappeti migliaia di turisti produrranno energia pulita.  Ogni passo genera in media 7 Watt, ma dipende dal peso, spiegano i tecnici.
La Start up è nata nel 2009,  per opera di Kemball Cook, un neolaureato in Design Industriale e Tecnologia presso la Loughborough University. Durante gli studi universitari fu incaricato di trovare una soluzione energetica sostenibile per le città. La sua conclusione fu che né l’eolico né il fotovoltaico fossero adatti per le esigenze urbane e che sarebbe stato molto più funzionale sfruttare l’energia cinetica rilasciata dagli abitanti. La Pavagen System in collaborazione con la Siemens ha in cantiere diversi progetti d’installazione: nella Federation Square di Melbourne, nella più importante stazione ferroviaria di Londra, in diverse vie commerciali di Atene e in molte scuole americane. Oggi i pannelli hanno un costo abbastanza elevato ma Kemball ha assicurato che in tempi brevi si riuscirà ad abbassare il prezzo a 50£ l’uno.

Fonte: NationalGeographic.com


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