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Comuni rinnovabili

Postato da on mar 26th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

eolicoNotizie confortanti arrivano dal recente rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con GSE e Sorgenia, dal quale emerge che oggi l’86% dei Comuni italiani abbia installato almeno un impianto elettrico ad energia pulita. Per la precisione sono 6.993 i Comuni con impianti ad energia rinnovabile, in crescita rispetto  allo scorso anno in cui erano 5.580 e al 2008   in cui ne furono censiti 3.190. Nel rapporto è stata inoltre effettuata una suddivisione per fonte energetica. Nel solare il primo posto è stato assegnato al comune di Craco, in privincia di Matera, che grazie al fotovoltaico è  riuscito ad ottenere 542 Kw ogni 1000 abitanti, mentre nel solare termico è in testa il comune di Fiè allo Sciliar, in provincia di Bolzano, che ha raggiunto una media di 1.152 mq di acqua calda ogni 1000 abitanti. La classifica è stata effettuata tenendo in considerazione la quantità di energia per numero di abitanti, proprio per dare risalto alle potenzialità del rinnovabile. I comuni con impianti di mini-idroelettrico, sono 799, ciascuna centrale produce fino a 3 MW, riuscendo complessivamente a produrre ogni anno 2.860 GWh, che è pari al fabbisogno di energia elettrica di 1 milione e 100mila famiglie. I Comuni che hanno investito nell’eolico sono 297

e riescono a  soddisfare le esigenze di 4 milioni 100 mila famiglie. Tra i comuni considerati 192  sono completamente autonomi, riuscendo a produrre più energia di quanta l’intero territorio ne consumi. I comuni che hanno deciso di investire in impianti Geotermici sono 181 e producono annualmente 6.600 Gwh, soddisfacendo il fabbisogno di oltre 2 milioni 640mila famiglie. Nella Biomassa hanno investito 788 Comuni, che forniscono energia a 2milioni 860 mila  famiglie.

Nel Lazio il rinnovabile produce in totale 554,07 MW, in maggioranza derivanti da  centrali idroelettriche, che infatti producono 403,00 MW, il Solare fotovoltaico raggiunge le 60,04 MW di energia, mentre l’eolico contribuisce in misura marginale con 13,23 MW, infine l’energia prodotta da Biomasse è di 77,80 MW. Non esistono impianti geotermici. L’aumento del rinnovabile in Italia fa ben sperare rispetto al raggiungimento dei limiti imposti dall’Unione Europea per il 2020, anno entro il quale dovremo arrivare a produrre il 17% tramite energia pulita. Investire in questo settore  potrebbe essere un’ottima opportunità dal punto di vista ambientale, sanitario ed economico contribuendo a creare migliaia di posti di lavoro. Se i dati raccolti nel rapporto di Legambiente indicano un marcato miglioramento ripetto agli anni precedenti emerge però una condizione di netto svantaggio rispetto ad altri Stati europei, come la Germania e la Spagna. Le ottimistiche previsioni di Legambiente si fanno poi ancora più fosche soprattutto in considerazione della tempistica necessaria all’apertura di nuovi impianti in Italia. Infatti nel nostro Paese la durata media per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie è di 5 anni, mentre in Germania dove  del rinnovabile si è fatta una scelta di politica energetica, i tempi per l’assolvimento delle pratiche burocratico-amministrative sono state sveltite a 3 mesi. Lasciando da parte i paragoni, sembra però opportuno prendere in considerazione il fatto che con una tempistica così dilatata, raggiungere o meglio superare gli obiettivi previsti diventerà una meta ardua.

Fonte legambiente.it


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