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“Consumi e consumatori dentro la crisi”

Postato da on ott 29th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“Consumi e consumatori dentro la crisi” è il Convegno che si è tenuto il 29 Ottobre all’Università Roma Tre, un’occasione di analisi di dati raccolti in riferimento alle abitudini di consumo della popolazione.

La finalità dell’indagine è legata alla volontà di definire categorie di consumo fra la cittadinanza di Roma e Provincia. Un’ indagine statistica realizzata dalla Provincia di Roma, dall’Assessorato alle Politiche del Personale, dalla Tutela dei Consumatori e lotta all’Usura, in collaborazione con il dipartimento di Economia dell’Università di Roma Tre. L’analisi compiuta grazie alla collaborazione di un campione di 525 individui residenti nel territorio metropolitano e nell’area circostante mostra una diminuzione generalizzata dei consumi nel corso dell’ultimo anno. Attraverso le interviste i ricercatori hanno tentato di individuare in quali ambiti siano diminuiti in maggior misura gli acquisti. Dalle risposte è emerso che le spese per libri, eventi culturali, spettacoli, sono diminuite in misura molto ridotta rispetto ad altre categorie, gli analisti spiegano che il fenomeno è dovuto alla necessità di sentirsi socialmente integrati. Un dato allarmante si registra invece in riferimento alle spese abitative, l’indagine dimostra che purtroppo questo genere di uscite è difficilmente contraibile, per la maggioranza infatti le spese sono rimaste invariate, mentre gli aumenti sono superiori ai risparmi di spesa. Emerge quindi chiaramente il problema abitativo della Capitale, con un settore immobiliare praticamente fuori dalle regole di mercato. Al contrario le spese destinate all’abbigliamento, alla pay tv, ai viaggi si sono ridotte fortemente, ed in misura superiore a quelle di tipo culturale.  Circa il 30% della popolazione ha dichiarato di aver dovuto ricorrere all’indebitamento per far fronte alle spese della vita quotidiana, non si tratta quindi di beni durevoli, quali elettrodomestici o mezzi di trasporto. I soggetti più svantaggiati risultano essere le persone dai 45 anni ai 65, le coppie con figli, i nuclei familiari con donne capo famiglia, fenomeno evidentemente legato al divario remunerativo esistente fra uomini e donne ancora fortemente radicato nel nostro paese. Aspetto altrettanto inquietante è quello riferito alle modalità di ottenimento dei prestiti: in maggior misura di tipo parentale; in misura minore istituzionale; per l’8% circa gli intervistati si sono riferiti ad altre modalità non specificate, risposta che evidenzia come l’usura sia ancora diffusa.


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