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CONSUMI: SPARITE 75 % VARIETA’ FRUTTA, LE SALVANO I FARMERS MARKET

Postato da on feb 3rd, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

In Italia sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro e su una larga percentuale di quelle rimaste grava il rischio estinzione, mentre manca all’appello una trentina di razze tra mucche, maiali e pecore e il 95 per cento delle antiche varietà di grano è andato perduto. E’ quanto emerge dal primo dossier sul fenomeno dei “Farmers Market in Italia” presentato alla prima assemblea nazionale degli Agrimercato di Campagna Amica della Coldiretti. In Italia nel secolo scorso si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta. Ma negli ultimi cinquant’anni – evidenzia Coldiretti – si è persa anche una trentina di razze di animali domestici, tra cui cinque tipologie di bovini, dieci tra pecore e maiali e tre caprini. E altre settantuno sono a rischio estinzione, secondo i dati Eurostat.

In questo modo non solo si rischia di impoverire la scelta a tavola con la rinuncia a determinati sapori e prodotti di un territorio, ma – sostiene la Coldiretti – si perde un patrimonio importante di biodiversità e con esse parte dell’identità ambientale e culturale di un territorio. Un’azione di recupero importante si deve ai nuovi sbocchi commerciali creati dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica attivi in tutte le Regioni e che hanno offerto opportunità economiche agli allevatori e ai coltivatori di varietà e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione. Ad esempio – spiega la Coldiretti – prodotti ortofrutticoli venduti nei mercati degli agricoltori si conservano in media una settimana in piu’ perché non devono subire i lunghi trasporti e questo consente di mettere in vendita anche varietà piu’ deperibili che non troverebbero spazio sugli scaffali degli ipermercati.

Si stima che – sostiene la Coldiretti – almeno 100 varietà vegetali definite minori, tra frutta, verdura, legumi, erbe selvatiche e prodotti ottenuti da almeno 30 diverse razze di bovini, maiali, pecore e capre allevati su scala ridotta trovino sbocco nell’attuale rete di mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Numerosi sono gli esempi provenienti dalle diverse regioni d’Italia. In Friuli si coltiva l’Aglio di Resia, di grande qualità, molto aromatico e particolarmente adatto alla produzione di salumi mentre è piemontese il Cardo gobbo di Nizza con cui si prepara la bagnacauda. Ma nei Mercati di Campagna Amica sono stati salvati anche la Patata blu del Trentino e la Zucca Berettina dell’Emilia Romagna. Dagli agricoltori veneti si può trovare il pregiato Miele di Barena, prodotto dal Limoniun, pianta caratteristica delle terre che si trovano a ridosso della laguna, chiamate appunto le barene. E’ ligure, invece, – continua la Coldiretti – il Chinotto, che può essere preparato in vari modi: sciroppato, candito, al liquore, in elisir, come marmellata e come mostarda. In Toscana è stato recuperato un antico grano tenero, il Verna, noto per i contenuti elevati di antiossidanti come polifenoli e flavonoidi e di vitamina E, col quale si fa un pane rustico. Se dalla Lombardia vengono i Figadei, un tipo di carne sul genere della salama da sugo, nelle Marche si trova la Tortella suina, fatta con carne di maiale, alloro, mistrà, mandorle, pistacchi, pinoli, mentre i Fagioli del Purgatorio sono una specialità laziale dall’alto valore nutrizionale. Nei mercati degli agricoltori umbri è stata recuperata la Roveja di Cascia, antica varietà di legume ottima nelle zuppe, ma anche per preparare la polenta. In Abruzzo si è recuperato il Vino Pecorino, che si ricava dalla varietà di uva Pecorino, così chiamata perché presente nelle zone storiche di transumanza dei pastori. Anche la Muscisca – sottolinea la Coldiretti – è legata alla pastorizia, stavolta pugliese: si tratta di strisce di carne di pecora o di capra aromatizzate con finocchio, aglio e peperoncino e lasciate essiccare. In Campania si trova la Cicerchia, legume adatto alla preparazione di molti piatti. La Mela Gaetanella, bassa, panciuta e profumatissima, è una specialità dei farmers market del Molise, mentre la Melanzana rossa di Rotonda Dop appartiene alla tradizione della Basilicata. Ha proprietà antitumorali l’Annona, un tipo di frutta che si produce in Calabria. Dagli agricoltori siciliani viene il rilancio delle Carrube sono tornate sulle tavole per essere utilizzate anche nelle diete come sostitutivo del cioccolato. In Sardegna è stata poi recuperata Sa Pompia, sorta di cedro dalla buccia spessa e ruvida usato – spiega la Coldiretti – nella preparazione di un dolce tipico dei matrimoni, oltre che preparato candito o come ingrediente di liquori. Nei mercati degli agricoltori è anche spesso possibile acquistare erbe selvatiche dimenticate, da utilizzare in cucina, nella cura del corpo o della salute. Un esempio – spiega la Coldiretti – è l’Ortica che può essere impiegata in cucina per zuppe, frittate, torte salate, ripieni per pasta fresca e risotti, anche se la ricetta che più ne esalta il gusto è quella degli gnocchi verdi. Per realizzarli occorre semplicemente aggiungere alle patate dell’impasto classico della buona ortica precedentemente lessata e tritata, uova e farina. Una volta cotti possono essere serviti con un sugo di taleggio e noci. La Malva, invece, nota per i suoi fiori viola possiede notevoli qualità benefiche utili per curare molti fastidi. I fiori e le foglie infatti sono particolarmente ricche di mucillagini, potassio, calcio e vitamine che le conferiscono proprietà emollienti e lassative. Utilizzata fresca per curare gli ascessi dei denti (bastano 5 o 6 foglie fresche riscaldate in un padellino, pestate e avvolte in una garza da applicare sulla parte dolente) può anche risolvere mal di pancia e costipazioni intestinale, ma anche tosse e raffreddore se usata in decotto (basta far bollire 30 grammi di foglie e fiori secchi in un litro d’ acqua per 3 minuti, lasciare riposare e berne almeno 2 tazze al giorno). Lo stesso decotto, può essere, inoltre un ottimo rimedio per la faringite se utilizzato per sciacqui e gargarismi. La Calendula, invece, ha eccellenti proprietà antisettiche, cicatrizzanti e antinfiammatorie, soprattutto per risolvere piccoli fastidi della pelle come eruzioni cutanee, dermatiti o semplici arrossamenti. Per fare tutto questo – conclude la Coldiretti – basta solo far essiccare fiori e foglie di calendula vicino una fonte di calore e poi preparare un infuso, facendo bollire 6 grammi di calendula secca in 100 ml d’acqua, da applicare con delle garze di cotone sulla parte dolente o screpolata.


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