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Contro i tumori, terapie “Bersaglio”: Intelligent, efficaci e senza sprechi

Postato da on ott 24th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il Futuro, in Oncologia, è legato a terapie antitumorali mirate. Si tratta di nuovi farmaci intelligenti, in grado di “spegnere” l’interruttore che scatena la crescita dei tumori, colpendo bersagli specifici del paziente.

Di questa nuova frontiera terapeutica si occupa il Convegno La Terapia Personalizzata in Oncologia, che si svolge a Roma il 25 ottobre dalle ore 16.00 alle 19.00 e il 26 dalle 8.30 alle 18.30, presso la Camera dei Deputati, a Palazzo Marini – Sala della Mercede, in Via della Mercede, 55.

Il Convegno, organizzato dall’ Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it), prende in esame  la “targeted therapy”. “Le più recenti conoscenze sulla biologia dei tumori indicano che il tumore di ogni singolo paziente – spiega il professor Giampietro Gasparini, Direttore U.O.C. Oncologia Az. Ospedaliera San Filippo Neri di Roma – è una patologia unica in quanto le caratteristiche del suo genoma sono uniche. Questo costituisce la base razionale per il trattamento farmacologico personalizzato, che richiede l’identificazione nel tumore della mutazione bersaglio che sostiene la crescita tumorale, la possibilità di rilevarla con biomarcatori  e la disponibilità di un farmaco specifico capace di bloccarla. I vantaggi di questa strategia sono evidenti: si può effettuare una terapia mirata  e ridurre i possibili effetti tossici sui tessuti sani”.

Non esiste quindi più “il cancro” ma, alla stessa diagnosi istologica, corrispondono malattie differenti per quanto concerne la prognosi e la risposta alla terapia. “Ad esempio – spiega il professor Gasparini – circa il 50% dei tumori polmonari con diagnosi di adenocarcinoma presentano almeno un bersaglio terapeutico che però è espresso in piccole percentuali di pazienti (Esempi: mutazioni dell’epidermal growth factor receptor nel 12% dei casi; fusione oncogenica EML4-ALK nel 6% dei casi; oncogene HER-2 nel 4% dei casi).Tali tumori dovranno essere trattati nel prossimo futuro come un insieme di patologie rare che richiedono ciascuna uno specifico trattamento personalizzato. La complessità di questo nuovo paradigma terapeutico implica una stretta collaborazione multidisciplinare tra patologo, biologo molecolare e oncologo”.
Anche per quanto concerne le autorizzazioni in commercio dei nuovi farmaci a bersaglio, la terapia personalizzata suggerisce un radicale cambiamento delle procedure di registrazione non più basate sulla classificazione istologica ma bensì per il singolo bersaglio terapeutico.”Questo approccio – commenta Claudio Giustozzi, Segretario nazionale dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”- aumenta l’efficacia della terapia e ottimizza le cure. A conti fatti, farmaci attivi e molto meno tossici, non gravano su di un’organizzazione sanitaria che vive una crisi economica generalizzata”.


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