Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Convegno per i diversamente abili

Postato da on giu 17th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Disabilità, Riabilitazione, Scuola e Società è il titolo di un importante tema, affrontato nel convegno indetto dall’INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano, nell’ambito del Sanit. E’ infatti ormai diffusa la consapevolezza che le famiglie si trovano da sole ad affrontare i problemi della disabilità dei bambini, ragazzi, adulti e persone anziane , per questo le organizzazioni più sensibili vogliono provare a dare risposte su cui le istituzioni spesso sono latitanti. Le famiglie, e al loro interno soprattutto le donne, hanno un disperato bisogno di aiuto, di assistenza, in maniera particolare di quella domiciliare, ma nell’80% dei casi non usufruiscono di nessun servizio. L’INI con il suo convegno vuole essere un interlocutore tra questi nuclei e l’assistenza pubblica.
La gravità della situazione la illustrano i numeri, che in questo caso parlano molto chiaramente, più di qualsiasi discorso retorico. Il rapporto sulla non autosufficienza in Italia nel 2010, rileva due milioni e seicentomila cittadini che vivono in condizioni di disabilità, a cui bisogna aggiungere i minori di 6 anni, che secondo le stime sono circa 2000.000. Se otto su dieci di questi nuclei familiari non hanno assistenza domiciliare, la richiesta di aiuto è molto esplicita: il 31, 9% dei disabili vive sola e il 46,8% sono i nuclei familiari in cui tutti i componenti sono disabili e dichiarano di avere assoluto bisogno di assistenza domiciliare erogata dalla Asl. Ovvio che l’invecchiamento della popolazione aggrava di gran lunga il problema, infatti 2 milioni di disabili sono persone anziane, le donne sono il doppio degli uomini, il 6,1% contro il 3,3%. Secondo l’Istat supera il 10% la quota delle famiglie al cui interno vive una persona disabile.
In questo contesto la possibilità di utilizzare un linguaggio condivisibile, quale quello dell’ICF, International Classificatio of Disabilility and Healt- Classificazione Internazionale del Funzionamento, consente di fruire di uno strumento, che ottimizzando le risorse, porta al soddisfacimento dei bisogni reali. Attraverso questo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, ha contribuito ha diffondere un nuovo approccio alla Disabilità, intesa come una diversa condizione della salute e in pratica con l’ICF può aumentare la responsabilità di tutti i settori sociali, dalla scuola alla riabilitazione, che possono quindi contribuire a realizzare quotidianamente un ambiente che facilita, se non ostacola, l’inclusione di queste persone. Il convegno dell’INI vuole proprio riflettere sul modello Bio-Psico-Fisico dell’ICF, per porre all’attenzione, di una società troppo spesso pigra e sonnolenta su questi temi, l’adeguatezza degli interventi che consentano a tutti, disabili e non di condurre una vita più serena.

di G.M. Ardito


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