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Corte Costituzionale: via libera al quesito referendario sul nucleare

Postato da on giu 7th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

La Corte Costituzionale ha dato il via libera al quesito referendario sul nucleare, cosi’ come riformulato dalla Cassazione. La decisione dei giudici costituzionali, riuniti da questa mattina dalle 9;30 in camera di consiglio, è stata dunque molto rapida, così come aveva promesso ieri il nuovo presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta, che a tal proposito aveva anche anticipato un suo personale punto di vista, ritenendo che la Consulta non avesse il potere di bloccare un referendum. Il quesito referendario sul nucleare “è connotato da una matrice razionalmente unitaria e possiede i necessari requisiti di chiarezza, omogeneità ed univocità” spiega la Corte Costituzionale. Il “quesito in esame -viene rilevato- mira a realizzare un effetto di mera ablazione della nuova disciplina, in vista del chiaro ed univoco risultato normativo di non consentire l’inclusione dell’energia nucleare fra le norme di produzione energetica, fermo restando, ovviamente che spetta al legislatore e al governo, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, di fissare le modalità di adozione della strategia energetica nazionale, nel rispetto dell’esito della consultazione referendaria”. Inoltre, la Consulta fa notare che “le disposizioni di cui si propone l’abrogazione (commi 1 e 8 dell’art. 5) risultano unite da una medesima finalità: quella di essere strumentali a consentire, sia pure all’esito di ulteriori evidenze scientifiche sui profili relativi alla sicurezza nucleare e tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore, di adottare una strategia energetica nazionale che non escluda espressamente l’utilizzazione di energia nucleare, ciò in contraddizione con l’intento perseguito dall’originaria richiesta referendaria”, in particolare, segnala la Consulta, “attraverso l’abrogazione dell’art. 3 del d.lgsl. 31 del 2010″. La seduta della camera di consiglio è durata complessivamente poco più di tre ore. La prima ora ha riguardato l’audizione delle parti: al palazzo della Consulta erano intervenuti il costituzionalista Alessandro Pace per Italia dei Valori, l’avvocato Gianluigi Pellegrino per il Partito democratico, l’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli su invito del governo nonché rappresentati legali dell’associazione ambientalista WWF-Italia e del movimento ecologista Fare Ambiente, i primi ‘ad adiuvandum’, l’ultimo ‘ad opponendum’. Agli elettori che si recheranno alle urne domenica 12 e lunedì 13 giugno, saranno dunque consegnate quattro schede: oltre alle due relative all’acqua pubblica e a quella sul legittimo impedimento, anche la scheda riguardante “L’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”. ”Dopo quest’ultima lezione giuridica e di civiltà, ci auguriamo che il governo la smetta di frapporre bastoni tra le ruote del referendum sul nucleare. Ricordiamo che votare è un diritto e un dovere dei cittadini previsto dalla Costituzione”, ha dichiarato il leader di Idv Antonio Di Pietro. ”Lasciamo, quindi, che siano loro a decidere sul proprio futuro, specie su una materia così delicata, come quella della costruzione di centrali nucleari sul nostro territorio, che interessa tutti i cittadini, anche coloro che hanno votato, e ancora vogliono votare, a favore di questo governo. Proprio per rispetto di questi, l’Italia dei Valori, che in perfetta solitudine ha raccolto due milioni di firme ed è stata promotrice del referendum, rinuncia a qualsiasi pretesa di primogenitura”, spiega.

”E invita tutti i cittadini a votare serenamente, e secondo coscienza, senza preoccuparsi se il loro voto possa incidere sulla tenuta di questo governo”, conclude Di Pietro. ”Dalla Consulta arriva l’ennesimo e definitivo stop alle pretese di un governo che con una mano lascia libertà di voto e con l’altra cerca con ogni mezzo di sabotare il referendum. Ora la parola passa ai cittadini”. Lo sostengono in un comunicato le oltre 80 associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’. ”Dopo i dubbi strumentali avanzati dai nuclearisti sul nuovo quesito – afferma il Comitato – oggi si compie un altro decisivo passo verso il quorum: adesso pretendiamo che l’informazione pubblica e quella privata facciano sapere ai cittadini che domenica e lunedì, coi quesiti su acqua e nucleare, si decide della loro sicurezza e del loro futuro”.


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