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Cristina Capraro responsabile provinciale donne Italia dei Valori con noi contro il nucleare

Postato da on giu 10th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

La prossima domenica gli italiani saranno chiamati al voto, saranno chiamati ad esprimersi in merito a tre tematiche fondamentali per il futuro ambientale energetico ed economico del nostro Paese. Per questo ci siamo soffermati insieme a Cristina Capraro, responsabile provinciale donne dell’Italia dei Valori, a riflettere sulle conseguenze della nostra azione civica e politica. Ma prima di affrontare questi temi, abbiamo parlato con Cristina, del rapporto fra donne e politica, un rapporto storicamente inesistente, a causa di fattori culturali che relegavano la donna in una posizione subordinata rispetto all’uomo.

Oggi  l’Italia sembrerebbe aver fatto passi da gigante, sembrerebbe finalmente essersi liberata dalle discriminazioni di genere, ci sono infatti imprenditrici, attiviste, parlamentari, governatrici, ma nonostante questo il nostro sistema economico e sociale non è ancora strutturato in modo da favorire l’ingresso delle donne in tutti gli ambiti senza costringerle a rinunciare ad aspetti importanti della vita. Per poter conciliare vita privata e lavoro si impone alle donne una condizione economica florida. A causa di tutti questi aspetti ancora oggi quando le donne si accostano alla politica si ritrovano di fronte ad un muro.

“Noi dell’Italia dei Valori – dice Cristina Capraro – siamo molto soddisfatte del risultato che abbiamo raggiunto in Consiglio regionale, dove, siamo riuscite a far eleggere due Consiglieri donna, le uniche due donne elette di tutta l’opposizione. Tra i rappresentanti istituzionali regionionali ci sono circa una decina di donne, ma molte di loro sono state nominate. Avere un radicamento sul territorio, avere degli elettori che hanno riposto fiducia in te, responsabilizza molto di più che essere semplicemente nominati. In proposito, infatti, il nostro gruppo ha intenzione di proporre una nuova legge elettorale che elimini il listino e che preveda l’elezione di tutti i rappresentanti.

Ieri in Consiglio regionale, una grossa fetta dell’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti della Governatrice, dopo che i vari gruppi hanno manifestato le loro intenzioni di voto, la Presidente ha fatto un discorso, nel quale ha dichiarato che sulla base dei dati raccolti si può affermare che il Lazio sta andando nella giusta direzione, e che si sta riprendendo dalla crisi economica.  Questa  affermazione mi ha colpito molto perché da quello che posso vedere non stiamo andando verso alcuna ripresa. Chi si occupa della politica sul territorio cosa vede?

La crisi economica, la viviamo tutti, il gesto delle opposizioni era proprio indirizzato a mettere in luce l’inoperosità della Regione, il discorso della Polverini colpisce anche me, credo infatti che ci siano forti discrepanze fra quello che ha dichiarato e la realtà.

Passiamo al referendum, e nello specifico al quesito sul legittimo impedimento, credo che sia necessario partire da un presupposto fondamentale, ovvero sia, che chi occupa cariche di governo o istituzionali, sta lavorando per la collettività, e proprio per questo ha più responsabilità del comune cittadino.

L’istituzione di questo quesito all’interno del Referendum rappresenta la volontà di cambiare il passo e di fare in modo che i rappresentanti istituzionali siano ben consci delle proprie responsabilità e si sentano vincolati ad un comportamento eticamente corretto.

Andare a votare potrebbe portare verso una nuova primavera?

Andare a votare è un dovere di tutti gli Italiani, male ha fatto Berlusconi ha dichiarare che non ci andrà. Siamo proprio noi dell’Italia dei Valori i responsabili della presenza di alcuni quesiti e ne andiamo fieri. Nonostante le difficoltà che sono sorte per il raggiungimento del quorum, il referendum rappresenta una rinascita.

In riferimento all’eventuale privatizzazione dell’acqua, le persone devono ricordare che l’acqua è un bene di tutti, privatizzarla sarebbe come privatizzare l’aria, e spero bene che non arriveremo mai a tanto. Quello che ci preoccupa inoltre è che con la privatizzazione, l’acqua sarebbe soggetta alle leggi del libero mercato, in proposito il caso di Latina è significativo, lì la gestione delle reti è stata affidata ad un privato che ha aumentato del trecento per cento il costo delle bollette. Con il mio gruppo nelle ultime settimane abbiamo fatto numerose manifestazioni di sensibilizzazione rispetto ai quesiti referendari. Alcuni giorni fa ad esempio eravamo a Termini, un gruppo di noi si aggirava per la stazione indossando delle tute bianche, a rappresentare la radio attività, mentre altri, facevano finta di morire non appena venivano toccati da loro.

Ricordate quindi che per dire no al nucleare dovrete dire si, che l’acqua è di tutti e come l’aria cade dal cielo, che la legge è uguale per tutti, altrimenti si tolga quella  scritta dai tribunali e si sostituisca con una più consona alla realtà.

Rispetto alla questione del nucleare credo sia importante riportare quanto sottolineato dal Premio Nobel Rubia, il quale oltre a mettere in evidenza i costi esorbitanti della realizzazione di centrali nucleari, che si aggirano intorno ai 7 miliardi di euro, e i tempi di realizzazione, che lo ricordiamo sono di circa 15 anni, ha fatto notare come l’Italia abbia la fortuna di avere delle risorse che le consentono di soddisfare il fabbisogno energetico, altrimenti soddisfatto dalle centrali nucleari, attraverso l’energia geotermica sprigionata fra Toscana, Lazio, e Campania. In questo modo otterremo lo stesso risultato con la differenza che non sarebbe a rischio la vita di nessuno.

Bisogna poi ricordare che le scorie nucleari vengono smaltite in migliaia di anni, e non credo che ci sia veramente qualcuno che a cui piacerebbe  vivere sotto una centrale o vicino ad un sito di stoccaggio. Anche il Papa si è esposto rispetto a questo tema, chiedendo che si trovino soluzioni energetiche alternative.

Come dice Rifkin le scelte che gli italiani compieranno la prossima settimana, non riguardano il nucleare, ma il futuro, energetico, ambientale ed economico, nessuno poi andrebbe mai ad investire in un sistema energetico in dismissione. L’Italia è il paese del sole, del vento, della geotermia, risorse che consentirebbero di creare energia pulita e posti di lavoro, di avere risorse energetiche controllate dalla collettività e non da un oligopolio. Per concludere a Bossi e alla Lega Nord vorrei ricordare di andare a votare, perché proprio lì, in Padania è prevista la costruzione di ben 4 Centrali.

Per vedere la trasmissione vai su: Italiatube


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