Siamo alla fine dell’estate, ma certamente tutti ricorderanno le diverse rassicurazioni che le istituzioni attraverso i mezzi di comunicazione hanno fatto alla cittadinanza circa la pulizia delle acque del mediterraneo. Ascoltando i telegiornali sembrava quasi che il fenomeno dell’inquinamento marittimo fosse assolutamente lontano dalle nostre coste. In verità, tra l’Unione Europea che alza i limiti di tollerabilità e scandali messi a tacere, la maggioranza degli italiani ha inconsapevolmente nuotato in acque altamente inquinate.
Dal 1979 ad oggi sono state ritrovati nel mediterraneo 88 relitti di imbarcazioni affondate misteriosamente. Si tratta di navi commerciali contenenti tonnellate di rifiuti tossici illegalmente scaricati in mare. Lo scarico dei container ha provocato l’affondamento di pescherecci e talvolta la morte di passeggeri. Il ritrovamento dei relitti è opera di decenni di attività, ma nella maggioranza dei casi gli scandali sono stati messi a tacere. E’ Legambiente a denunciare il grande numero di imbarcazioni misteriosamente scomparse nel mediterraneo chiedendo un immediato intervento delle istituzioni affinché con la dotazione di nuove tecnologie si riesca a mettere in sicurezza il territorio. Lo scarico di rifiuti tossici in mare rappresenta uno dei maggiori fattori inquinanti, è chiaro che se le istituzioni non decideranno di intervenire in modo decisivo contro questo fenomeno a nulla serviranno le misure di sicurezza adottate sulle coste per la depurazione dei rifiuti.
Fonte Legambiente.it
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