Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Dal Modello Standard al Bosone di Higgs

Postato da on lug 6th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Che cos’è il Modello Standard? Una sorta di catalogo della materia, all’interno del quale sono ricompresi tutti gli elementi fondamentali e l’interazione degli uni con gli altri. Secondo il modello esistono 12 particelle elementari organizzate in due famiglie: i quark e i leptoni; una sorta di mattoni della materia.  Ci sono poi ulteriori 12 particelle che hanno un’altra funzione, sono una sorta di messaggeri delle principali forze esitenti in natura, chiamate: forza forte, elettromagnetica e debole. Di queste particelle messaggere fanno parte i componenti elementari della luce quali i fotoni.

Secondo la Teoria Standard ogni elemento dell’universo per essere animato e interagire con gli altri elementi deve avere una massa. Il bosone è quella particella elementare che consente l’aggregazione delle particelle fra di loro.

Il bosone muovendosi attira a se le particelle, che aggragandosi costituiscono un elemento dotato di massa. Più la massa sarà elevata più l’elemento incontrerà attrito e rallenterà la sua velocità.

Il 4 Luglio i laboratori del Cern di Ginevra hanno anunciato al mondo i risultati delle indagini condotte in questi anni da due team di ricerca. I rispettivi gruppi concordano: è stata trovata una particella precedentemente sconosciuta e la sua massa è di 125 Gigaelectronvolts. Nell’attività di verifica tutti sono giunti alla medesima conclusione,  è stata raggiunta la soglia di sicurezza detta 5 sigma che in altri termini significa che c’è solo una probabilità su 1 milione che il segnale osservato sia dato da un errore. La nuova particella c’è, i riercatori la chiamano bosone, ma  di fatto per il momento le sue funzioni rimangono sconosciute.

Fonte: NationalGeographic.com


Leggi Ancora

Lascia una risposta