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Dalla fiction alla realtà: inventato software per prevenire i crimini

Postato da on lug 17th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

E’ stata la PredPol, una Start up della Carolina ad inventare il software che consente di prevenire i crimini. Il dipartimento di polizia di Los Angeles ha annunciato che l’uso di questo sistema sarà incrementato nel corso delle prossime indagini. Si tratta di un programma che contiene tutti i dati disponibili sui crimini avvenuti. Grazie a questa mole d’informazioni il software è in grado di dire quando e dove avverrà il prossimo crimine. Dagli ultimi sei mesi la polizia di uno dei distretti della città ha seguito gli avvertimenti del computer e secondo quanto dichiarato dall’LAPD c’è stata una diminuzione del 25% dei furti. Per questo la polizia ha deciso di estendere l’utilizzo dell’algoritmo anche ai dipartimenti di altri 5 distretti della città.
Il PrePol originariamente era un software per prevedere terremoti. Oggi contiene i dati dei crimini avvenuti negli ultimi anni, luoghi, tempi, e tutto ciò che riguarda il comportamento criminale, come la tendenza dei ladri di rubare nei luoghi che conoscono meglio. Prima di ciascuno spostamento, agli agenti viene data una mappa sulla quale sono contrassegnati con dei riquadri rossi i punti caldi.  Gli agenti hanno dichiarato che quando non ricevono chiamate si dirigono verso i posti segnalati sulla mappa circa 15 minuti ogni due ore. PrePol è stato progettato non tanto con il fine di risolvere i crimini ma con l’intento di prevenirli attraverso l’attivazione di controlli più frequenti in determinate zone.  Più o meno non è ciò che la polizia ha sempre fatto? Non spendono la maggioranza del loro tempo controllando aree ritenute particolarmente pericolose? Si e no. I buoni poliziotti conoscono i punti problematici e i veterani si basano su ciò che hanno imparato nel corso degli anni. In tal modo la sicurezza della città è affidata all’istinto e all’esperienza personale di ciascun agente invece che alla rigorosa analisi statistica.  La maggior parte delle città americane si sono dotate del CompStat, una strategia di rafforzamento della sicurezza lanciata a New York alla metà degli anni ’90, costituita attraverso un’accurata analisi dei crimini.   PrePol e software simili che l’IBM ha sviluppato per i dipartimenti di polizia di Memphis, Charleston e Sud Carolina, sono molto più precisi e tempestivi nella rielaborazione quotidiana dei dati, e mentre il CompoStat richiede ore di analisi o anche giorni per l’individuazione di uno schema, il computer può mettere insieme i punti in un secondo.  Il nuovo programma consente alla polizia di passare molto più tempo per strada che in sessioni strategiche, inoltre il computer può definire più programmi contemporaneamente e questo lo rende ancora più appetibile a quei dipartimenti di polizia che perdono personale a causa del budget.  I critici tuttavia dicono che l’utilizzo di questo programma può portare al rafforzamento degli stereotipi razziali in certi quartieri una volta che il computer li ha identificati come punti caldi. E’ solo questione di tempo prima che una ricerca basata sulle deduzioni del programma finisca in Tribunale. Un giorno succederà che qualcuno sarà fermato all’angolo di una strada per sospettato furto, a quel punto sarà il giudice a dover valutare la fondatezza dei sospetti. Il Poliziotto interpellato sull’arresto dirà: “Me lo ha detto il computer di verificare che non ci fossero furti in quel luogo; io ho visto quel ragazzo che sembrava un ladro e l’ho arrestato”.

Fonte: SmithsonianMgazine.com


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