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Decreto Romani, nuova regolamentazione del sistema audiovisivo

Postato da on gen 19th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il Viceministro allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, ha disegnato un Decreto Legge che riforma in modo radicale la legislazione del sistema audiovisivo. Il Decreto è stato ideato per recepire la direttiva 2007/65/Ce. La legge è volta a regolare l’intero mondo dei media, televisione, internet, pubblicità e cinema indipendente. Prevede che chiunque voglia pubblicare trasmissioni audiovisive via streaming, dovrà preventivamente chiedere un’autorizzazione ministeriale, e che per garantire la tutela del copyright i provider come Google e Youtube avranno l’obbligo di rimuovere dal web quanti hanno pubblicato materiale senza aver rispettato la normativa sul diritto d’autore. In caso di mancata rimozione incorrerebbero in multe fino a 150mila euro. Le compagnie di telecomunicazioni (internet service provider), avranno l’obbligo di collaborare con le autorità alla segnalazione di quanti condividono file illegali, e potranno ricorrere alla disconnessione forzata. Si sta anche valutando l’opportunità di istituire il pagamento di un canone fisso per l’ utilizzo della rete. La normativa in vigore per i telegiornali verrà estesa anche ai notiziari web, che dovranno effettuare rettifiche in caso di diffusione di false o erronee informazioni. Alla Agenzia per le comunicazioni e più nello specifico al Garante per le comunicazioni è affidato il compito di redigere il regolamento di tutela del Copyright, ed il potere di vigilanza e controllo sul rispetto dello stesso. L’Agenzia sarà costituita per nomina politica. Contro il sovraffollamento pubblicitario è stato fissato un tetto limite per le PayTV. Il limite è rivolto unicamente alle televisioni a pagamento, fatto che andrà ad avvantaggiare la televisione pubblica e quella privata gratuita come Mediaset, che assorbirà gli sponsor in eccesso delle PayTV come Sky.

Sono state inoltre eliminate norme a tutela del cinema e delle fiction indipendenti. Il Decreto, in conformità a quanto previsto per il recepimento di direttive comunitarie, non avrà l’obbligo di essere sottoposto all’approvazione parlamentare. A parere di molti il Governo ha utilizzato la direttiva 2007/65/Ce come escamotage per inserire delle norme ulteriori, rispetto a quanto originariamente previsto, evitando la supervisione delle commissioni parlamentari. “Chiediamo al Governo di ritirare quelle parti della legge delega che non hanno attinenza e quelle che sono in contrasto con la direttiva dell’Ue. Con questo provvedimento si sfrutta la stessa direttiva per avvantaggiare Mediaset e colpire tutti gli altri potenziali concorrenti”, queste le parole del capogruppo della Commissione vigilanza Rai, Roberto Rao, Udc. Ma ad essere preoccupati dal Decreto Legge, sono in tanti, non è solo l’Udc o i partiti dell’opposizione ma anche i tanti Blog, WebTv e Notiziari che potrebbero soccombere sotto il peso di questa legge.

Fonte ilmessaggero.it,Www.in-dies.info, http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/, beppegrillo.it,


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