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Diagnosi, prevenzione e cure mirate contro i tumori della testa- collo

Postato da on giu 27th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Assicurare ai pazienti affetti da tumore della testa – collo percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali mirati e multidisciplinari, senza conseguenze che riducano pesantemente la qualità della vita. Queste le parole d’ordine del convegno che si svolge a Roma il 30 giugno alla Camera dei Deputati, nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, con la partecipazione di esponenti delle Istituzioni, esperti del settore e di associazioni dei malati.

Il convegno prenderà in esame a 360 gradi le neoplasie della testa – collo, che comprendono i carcinomi del cavo orale, della laringe, della faringe e delle ghiandole salivari. Si tratta di tumori definiti “rari”, che compromettono gravemente la qualità di vita dei malati per quello che riguarda la respirazione, la deglutizione, la capacità di parlare e quindi di comunicare.

Si registrano circa 12 mila casi ogni anno in Italia e si stima che, solo in Europa, i casi di tumori della testa – collo siano circa 100 mila. Circa il 40% dei pazienti ha una forma recidivante  e/o metastatica.

“Se precedentemente tale patologia aveva una maggiore incidenza tra le persone che vivono in una situazione di marginalizzazione sociale, eccedendo con il fumo e l’alcool – precisa  Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) – oggi si assiste ad un drammatico incremento, anche tra i giovani, in relazione alla diffusione del virus HPV, responsabile dell’insorgere di alcune forme tumorali connesse a questo gruppo di neoplasie. Nonostante la disponibilità di nuovi farmaci,innovativi e biotecnologici, che sono in grado di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti e il riconoscimento dell’importanza di un approccio multidisciplinare, persiste ancora una grave disparità di accesso ai servizi sanitari, che è, invece, diritto umano fondamentale”.


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