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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Doping: A quanti piace vincere facile?

Postato da on mag 17th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“Mens sana in corpore sano” un modo di dire entrato nell’immaginario collettivo che evidenzia  come oltre a coltivare l’intelletto è opportuno curare anche il fisico per vivere a lungo e felici.  Numerosi sono gli sforzi per avvicinare i giovani allo sport, che sia il calcio, la danza, la bicicletta, per fargli capire che un’attività fisica, oltre ad aiutare a combattere il problema dell’obesità sempre più incalzante, serve per imparare le regole della vita comune,  il rispetto dell’avversario,  per conoscere i propri limiti e provare a superarli. E’ certo che se, per vincere le proprie limitazioni, ai ragazzi viene insegnato ad usare le scorciatoie sia il fisico che la mente ne risentono, perdono tutti i possibili benefici e anche questa valvola di sfogo diventa la rappresentazione di una società malata che vuole solo risultati senza sacrifici e costanza. Quindi,  scoprire che il 4,1% dei giovani atleti dilettanti è stato riscontrato positivo all’esame del doping  è una notizia che diventa semplicemente uno specchio di questo secolo, che vuole il massimo del risultato con il minimo dello sforzo. È il ministro  della salute Fazio, che durante la campagna di sensibilizzazione “Niente doping solo sport” , ha messo in luce questo fenomeno, parlando anche dell’istituzione, per arginarlo, della figura di un ispettore all’interno dei nuclei Antisofisticazione  e Sanità dell’arma dei Carabinieri. Questo è solo un primo passo per tentare di arginare quella che ormai è una consuetudine assurda e pericolosa, basta pensare al sempre maggior numero di infarti dei giovani sportivi, che da un punto di vista sociale e morale è deviante per le nuove generazioni.

Fonti: asca


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