Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Dopo un tumore al seno “Io vado avanti”, preziosi consigli racchiusi in un cofanetto

Postato da on dic 13th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Verrà presentato, a Roma, il secondo di sei volumi racchiusi in un cofanetto dal titolo “Io vado avanti”, un’iniziativa editoriale di AstraZeneca per aiutare le donne dopo un tumore al seno. Oltre la terapia, infatti, esiste la vita di una donna con la sua storia, i suoi sentimenti e la sua sfida da vincere. La cura della malattia inizia proprio da qui: dal desiderio della donna di lottare e di non permettere al tumore di controllare la sua vita. A tutte queste donne è dedicato l’incontro di O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, al fine di aiutarle a conoscere meglio la malattia, e di stimolare la loro voglia di “andare avanti”. Il cofanetto è già in distribuzione agli oncologi, che lo proporranno alle loro pazienti. I volumi inseriti nel cofanetto sono stati redatti da esperti di diversi temi che, attraverso la loro esperienza e professionalità in questo ambito, sono in grado di fornire preziose informazioni. Il secondo volume, dal titolo “Parlane in famiglia”, verrà presentato lunedì 13 dicembre 2010, alle 17.00, presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli

“Convivere con il tumore al seno – spiega Daniela Ferriani, psicoterapeuta ed autrice del secondo volume – è una dura sfida. Le donne spesso si lasciano sopraffare, come se il mondo fosse caduto addosso senza preavviso, si sentono disorientate e impotenti, come se si nuotasse controcorrente, senza sapere come fare. Si sentono deboli, prive dell’energia necessaria per affrontare la malattia e lottare per ritornare a vivere. I dati parlano chiaro: sono il 30% le donne trattate per un tumore al seno che si sentono meno femminili, il 60% le donne che, dopo il tumore, hanno attraversato un periodo di depressione e il 65% le donne che soffrono per la paura di ammalarsi di nuovo. Condividere e comunicare l’esperienza in famiglia può servire per non sentirsi soli o esclusi, ad ‘andare avanti’ senza lasciarsi annientare dalla malattia”.
“O.N.Da – afferma Maria Antonietta Nosenzo, senologa e membro del Consiglio Direttivo O.N.Da – ha deciso di organizzare questa iniziativa perché da sempre si occupa di promuovere una cultura della salute di genere, non solo studiando le patologie che colpiscono più frequentemente l’universo femminile, ma anche informando le donne sui traguardi raggiunti con le più recenti terapie e proponendo loro strategie di prevenzione primaria e secondaria. Il cofanetto, realizzato insieme ai vari esperti del settore con il sostegno di AstraZeneca, quindi, non solo informa sulla malattia, ma stimola le donne a trovare la forza di reagire per non permettere al tumore più frequente in ambito femminile, quello al seno, di condizionare la vita della donna stessa”.
“L’A.N.D.O.S. – spiega il coordinatore nazionale, Flori Degrassi – ha da sempre l’obiettivo di promuovere nelle donne la conoscenza della problematica del tumore del seno per aumentare la loro consapevolezza e farle diventare partecipi del loro percorso di cura. L’argomento trattato in questa pubblicazione è importantissimo perché parla delle dinamiche che si attivano nella sfera familiare a causa della malattia, può aiutare le donne a decifrare quei comportamenti di difesa che da sole percepirebbero come di allontanamento da loro e dalla loro malattia”.
“Anche in Italia è sempre più necessaria una “Medicina della Donna” – spiega il prof. Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. – E’ importante creare una sempre maggior consapevolezza dell’importanza della prevenzione: purtroppo spesso la donna si preoccupa solo della salute della famiglia, dimenticandosi del proprio benessere, da cui peraltro dipende molto spesso quello della famiglia stessa. Inoltre, in caso di malattia della donna, sarebbe opportuno individuare strategie di supporto per il partner e i bambini”.

“E’ sorprendente – afferma Carlo Antonio Mario Barone, Oncologo al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma – come le pazienti riescano a fronteggiare l’impatto della diagnosi di cancro della mammella, che è destabilizzante dal punto di vista psicologico, dello schema corporeo, del ruolo familiare, sociale e professionale. Non è solo l’effetto tranquillizzante dell’efficacia delle terapie e dell’alleanza terapeutica con il medico a consentire la reazione positiva di contrapposizione nei confronti della malattia. La maggior parte delle pazienti mette in campo risorse di temperamento, energia psichica e positività che solo le donne riescono ad avere, persino in presenza di fattori affettivi disturbanti, e che le rendono le vere protagoniste della battaglia contro il cancro della mammella. E’ come se la valenza simbolica di questo cancro (a differenza di altri tumori) evochi nella donna una risposta prepotente, anche a difesa del suo ruolo centrale nella conservazione della specie”.

“Per consentire a una donna che riceve una diagnosi di tumore del seno di affrontare con maggiore efficacia il proprio percorso terapeutico – spiega Riccardo Masetti, Centro Interdipartimentale di Senologia, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma e Presidente Susan G. Komen Italia – è necessario affiancarla con grande attenzione mentre muove i primi passi in questa difficile esperienza. Oltre a garantirle un accesso pronto alle cure e un sostegno psicologico adeguato, è indispensabile aiutarla a ritrovare presto un buon equilibrio, per poter capire meglio le diverse opzioni terapeutiche e le loro implicazioni per prendere parte attiva nel percorso di cura. Sono certo che le molte informazioni pratiche ed i preziosi suggerimenti raccolti nei sei volumi di questo cofanetto saranno di grande aiuto ed incoraggiamento alle tante donne che si trovano ad affrontare questa malattia, ed anche come clinici dobbiamo essere grati ad O.N.Da per questa nuova ed importante realizzazione”.


Leggi Ancora

Lascia una risposta