Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Economia dell’America Latina, lotta impari contro la natura.

Postato da on apr 6th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

charley_uraganoCi sono paesi dove le catastrofi naturali sono quasi all’ordine del giorno, dove la natura sembra accanirsi e non paga di una prima devastazione si prepara subito ad una nuova calamità, dove la parola emergenza perde di significato e  diventa sinonimo di quotidianità, mi riferisco, ad esempio, ai quei  paesi  dell’America Latina o Caraibici continuamente sconvolti da disastri ambientali. Secondo uno studio delle Nazioni Unite infatti, nove dei venti paesi più colpiti al mondo, anche da un punto di vista economico, si trovano in queste zone, ogni anno questi subicono  una perdita potenziale di 2 miliardi di dollari a causa  di cataclismi. La conseguenza più diretta di questi accadimenti a livello economico è la difficoltà per queste nazioni di rispettare i piani economici di sviluppo, i risultati raggiunti vengono inficiati dai nuovi sconvolgimenti; senza considerare che normalmente i paesi con economie così fragili sono soggetti ad un rapido incremento della popolazione, delle infrastrutture e delle attività economiche, senza però avere i mezzi per far sì che tutti questi fattori siano soggetti ad un piano adeguato che permetta loro un armonico sviluppo. A questo proposito la Banca Mondiale attraverso la BIRD, banca internazionale per la ricostruzione e  lo sviluppo, ha varato una serie di proposte volte a favorire la stabilizzazione di questi paesi. Il BIRD si interfaccia con il cliente e insieme a lui stabilisce la strategia migliore da adottare, che prevede una serie di soluzioni, alcune delle quali sono già state rese operative in diversi paesi, come la creazione di linee di credito speciali, che vengono erogate, in caso di disastri, in tempi brevissimi. Queste però devono essere sostenute e incrementate da una parte da un bilancio del paese che prevede fondi speciali per le situazioni critiche in cui può intervenire autonomamente e dall’altra parte dai trasferimenti di questi ipotetici interventi anche su strutture private.  L’attivazione da parte dei vari paesi di un fondo di auto assicurazione, il Messico, ad esempio, ha emesso una serie di obbligazioni per un importo di 290 milioni di dollari, che gli assicura una copertura per tre anni su tre differenti tipi di eventi, terremoti, uragani del Pacifico e uragani dell’ Atlantico. Infine la Banca Mondiale ha aiutato a stabilire i meccanismi assicurativi contro questo tipo di catastrofi, facendo da intermediario e rendendo più veloce e trasparente un aspetto altrimenti farraginoso, come nel caso dei paesi caraibici  dove è stato creata la CCRIF, una serie di garanzie sui parametri assicurativi nei paesi dei Carabi che permette una maggior rapidità nel esborso dei fondi quanto se ne presenta la necessità.  

Fonti: WorldBank


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