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Economisti, ingegneri, ragionieri, meccanici: questi i titoli di studio che danno le maggiori opportunità

Postato da on set 16th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il previsto rallentamento dell’economia internazionale e la bufera finanziaria che ha investito l’Europa nei mesi estivi pesa sulle prospettive dell’occupazione. Ma il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro dimostra anche quest’anno che una formazione mirata alle esigenze delle imprese è la strada migliore che i giovani possono percorrere per trovare un lavoro. Lo studio dell’Economia è così il consiglio più saggio per le matricole universitarie, visto che anche quest’anno sarà proprio ai “dottori” in questa facoltà che le imprese destineranno il maggior numero di assunzioni previste tra i laureati: 22mila per la precisione, dato per di più in continua crescita da quando la crisi ha investito anche il nostro Paese. Alta anche la richiesta complessiva di ingegneri, che raggiunge quasi le 21mila unità. Tra i diplomi, le prospettive lavorative migliori riguardano quelli a indirizzo amministrativo e commerciale (68mila le assunzioni messe in cantiere nel 2011 dal sistema privato in questo caso) e i diplomi superiori e i titoli degli istituti professionali con indirizzo meccanico (le imprese prevedono di integrare entro dicembre prossimo 25mila diplomati di secondo livello e 16mila qualifiche professionali). E di “buoni” consigli i giovani quest’anno ne hanno più bisogno che mai, visto che la disponibilità delle imprese ad assumere quanti si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro si assottiglia, andando a interessare il 41% delle assunzioni previste a fronte del 54,7% registrato nel 2010. Ciò dipende anche dal fatto che, rispetto agli ultimi due anni, le imprese prevedono oggi di assumere in numero maggiore soprattutto figure operaie e impiegatizie a più elevata specializzazione, nella cui individuazione per le aziende è fondamentale l’esperienza acquisita in precedenti esperienze lavorative.

Oltre 74mila laureati, 244mila diplomati e 80 mila persone con la qualifica professionale, 196mila candidati con la sola scuola dell’obbligo. Si ripatiranno così le 595mila assunzioni non stagionali che le imprese intendono effettuare nell’arco del 2011, come evidenzia il dato annuale sulle previsioni di assunzione nell’industria e nei servizi di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Che accende un faro su alcuni fenomeni che dovrebbero contraddistinguere la dinamica del mercato del lavoro quest’anno: l’incremento cospicuo soprattutto della domanda di qualifiche professionali, previste in crescita di quasi 16mila unità; l’aumentata richiesta in termini assoluti di diplomati ma, soprattutto, di laureati; il fatto che, malgrado l’offerta sia sempre più ampia a causa della crisi economica e tanti giovani abbiano difficoltà a trovare lavoro, quasi 20mila laureati, oltre 45mila diplomati, 17mila qualifiche professionali e 34.500 persone prive di formazione specifica sono considerati “introvabili” dalle imprese perché i candidati al posto di lavoro sono pochi o inadeguati per la loro preparazione scolastica o, più in generale, per le competenze possedute. I più difficili da reperire sono soprattutto i laureati (la quota di introvabili raggiunge in questo caso il 26,1% e sale addirittura al 27,3% dei “dottori” con titolo specialistico). Altrettanto rari sono per le imprese i diplomati che abbiano conseguito una specializzazione (26,1%). Volendo andare “sul sicuro”, alla maggioranza dei neo-assunti le imprese chiedono di aver già acquisito una esperienza specifica. Quest’ultima interessa il 56,5% delle assunzioni programmate nel 2011, con punte del 64% per i laureati e del 66,3% per le qualifiche professionali.

Si mantiene stabile nel 2011 in valore percentuale ma aumenta in valore assoluto la quota di laureati richiesti dalle imprese. Le 74mila assunzioni di “dottori” previste rappresentano infatti il 12,5% del totale delle assunzioni non stagionali, esattamente in linea con la quota dello scorso anno. La ripresa complessiva della domanda di lavoro da parte delle imprese (43mila le assunzioni non stagionali in più rispetto allo scorso anno) fa sì che risulti in aumento di oltre 5.300 unità la richiesta di persone che abbiano conseguito il titolo di studi più elevato. La più gettonata in valore assoluto si conferma ormai da anni la laurea in Economia: 22mila le assunzioni previste di persone in possesso di questa specializzazione, quasi il 48% delle quali riservate a giovani in uscita dal sistema formativo. Nella classifica delle lauree più richieste, seguono gli indirizzi di ingegneria elettronica e dell’informazione (oltre 9mila le assunzioni non stagionali messe in cantiere) e il sanitario e paramedico, sempre richiestissimo con quasi 7mila unità da integrare entro l’anno.

Si confermano ancora i più richiesti dal mercato e aumentano anche di 1.500 unità rispetto allo scorso anno. Anche se in percentuale sul totale delle assunzioni non stagionali previste i diplomati peseranno il 41% (erano il 44% nel 2010). I più richiesti dovrebbero essere gli indirizzi amministrativo e commerciale (oltre 68mila, pari al 28% delle 244mila assunzioni di diplomati previste), seguiti dagli indirizzi meccanico (25mila) e turistico alberghiero (oltre 11mila). Se in media ai giovani appena usciti dalle scuole secondarie le imprese pensano di destinare quasi il 46% dei posti di lavoro disponibili, il 55% dei posti destinati all’indirizzo turistico-alberghiero verrà messo a disposizione dei neo-diplomati.

Supereranno le 80mila unità le persone con qualifica professionale che le imprese intendono assumere entro l’anno, quasi 16mila in più del 2010 e con un incremento dell’incidenza percentuale sul totale delle assunzioni non stagionali di quasi due punti percentuali (dovrebbero andare a rappresentare il 13,5% nel 2011 mentre erano l’11,7% lo scorso anno). Indirizzi meccanico, socio-sanitario ed edile i più richiesti in assoluto. Rispetto agli altri titoli di studio, tuttavia, si riducono le opportunità per i giovani senza esperienza di lavoro, ritenuti adatti all’assunzione nel 38,3% dei casi.

 


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