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Energia: finalmente un’alternativa concreta

Postato da on lug 7th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Sarà il deserto a rivoluzionare le condizioni climatiche del pianeta. La notizia arriva dal Commissario europeo all’energia, Gunther Oettinger, promotore del progetto alla Commissione europea. La reazione dei paesi membri è stata entusiasmante, Desertec, il progetto energetico tedesco, potrebbe cambiare definitivamente le nostre esigenze energetiche. Il progetto prevede il posizionamento in un’area grande quanto la Lombardia di una serie di impianti che cattureranno i raggi solari per poi trasformarli in vapore e infine in energia elettrica. Gli impianti coprirebbero solo i tre millesimi del deserto e riuscirebbero a ricavare dal sole 18 mila Tw/h all’anno ovvero la domanda energetica globale. Punti critici ovviamente esistono, dai tempi di realizzazione che dovrebbero essere tra i 20 e i 40 anni, ai capitali necessari che saranno decisamente ingenti. Tuttavia per il momento i governi coinvolti non guardano così lontano, infatti, è stata concordata la realizzazione di un progetto molto meno ambizioso che dovrebbe venire alla luce entro i prossimi cinque anni e rifornire l’area EUMENA (Europa, Medio Oriente e Nord Africa). La quota di energia destinata all’Europa sarebbe il 15 %, sicuramente poca cosa rispetto a Desertec, ma certamente un aiuto essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di Copenaghen. Al di là delle soluzioni imminenti, gli esperti sono già al lavoro per dare una risposta alle problematiche per la realizzazione del mega impianto energetico, che da un punto di vista economico preoccupa soprattutto per i costi delle venti linee di trasmissione dell’energia. Il  preventivo per la loro realizzazione  dovrebbe ammontare a 450 miliardi di euro, i fondi, sostengono i tecnici del consorzio, potrebbero essere reperiti con delle tariffe fisse come quelle già in vigore in Spagna e Germania. Ulteriori perplessità riguardano i costi dei primi anni di gestione, che sarebbero infinitamente più onerosi di quelli attualmente sostenuti con i combustibili fossili, ma anche questa è una difficoltà facilemente superabile visto che in un breve arco di tempo il prezzo dovrebbe tornerare a livelli standard e  a lungo termine tendere al ribasso.  In verità però a preoccupare i governi europei non sono tanto i dettagli tecnici, quanto la stabilità politica dei governi Algerino, Tunisino e Marocchino, che a progetto finito avrebbero il potere di tenere in scacco tutta l’Europa.

Fonte ilfattoquotidiano.it


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