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Epatite B: non deve passare sotto silenzio

Postato da on mar 26th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

lamette-barbaL’informazione, per sua stessa natura dovrebbe rendere noti fatti che interessano e servono ad ogni cittadino per una miglior qualità della vita, tuttavia a volte sembra che questa segua delle mode del momento. Non è necessario fare terrorismo, ma dare informazioni corrette e puntuali con regolarità su fenomeni che possono condizionare la vita di ognuno di noi, così da creare quella informazione preventiva che rende questo lavoro ancora più meritevole. Secondo i dati del 20° Congresso dell’Asian Pacific Association for the Study of the Liver, meeting annuale che tratta le malattie al fegato, 1 persona su 3 nel mondo è affetta dal virus dell’epatite B, e dato più inquietante, solo 1 persona su 10 sa di aver contratto questo virus; anche perché l’ammalato cronico di questa non presenta sintomatologie evidenti, se non nella fase finale della malattia, una persona può rendersi conto del suo stato anche dopo 20 o 30 anni dall’averla contratta. L’epatite B, malattia che si pensava essere debellata in Europa, i paesi maggiormente colpiti da questa sono, infatti, sono i paesi asiatici, è un virus HBV, la cui trasmissione può avvenire attraverso scambio di liquidi infetti, siringhe, uso di forbicine, rasoi usate da persone infette, rapporti sessuali e da una donna incinta al suo bambino, che provoca 600 mila morti all’anno a causa delle sue conseguenze croniche. Questa è molto più contagiosa del virus HIV , ma come questo, può essere evitata, prendendo i giusti accorgimenti, avere rapporti protetti, evitare che il virus entri a contatto con le mucose, e nel momento in cui viene contratta si può tenere sotto controllo attraverso un’adeguata terapia antivirale, come quella che usa l’Entecavir.

Fonte: asca


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