Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Etica e politica: ha senso parlarne nel terzo millennio, tra bunga bunga, P4, massoneria deviata ai vertici delle istituzioni, figli di papà e mammà sistemati nei listini regionali o a capo di società regionali e amiche prostitute nominate in politica?

Postato da on giu 25th, 2011 e file sotto Cultura, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

L’etica (dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
L’etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende inoltre una base razionale, quindi non emotiva, dell’atteggiamento assunto, non riducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta viene spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest’ottica essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell’uomo.
Ma l’etica si occupa anche della determinazione di quello che può essere definito come il senso, talvolta indicato con il maiuscolo Il Senso dell’esistere umano, il significato profondo etico-esistenziale (eventuale) della vita del singolo e del cosmo che lo include.
Anche per questo motivo è consuetudine differenziare i termini ‘etica’ e ‘morale’. Un altro motivo è che, sebbene essi spesso siano usati come sinonimi, si preferisce l’uso del termine ‘morale’ per indicare l’assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Si preferisce riservare la parola ‘etica’ per riferirsi all’intento razionale (cioè filosofico) di fondare la morale intesa come disciplina non soggettiva. Quindi l’etica è l’insieme dei doveri inerenti l’esercizio di una determinata professione. Ad esempio la politica, l’economia, il sociale, etc.
Prima di addentrarci nel degrado morale e politico di questo meraviglioso paese chiamato Italia, vorrei riportare alcuni pensieri di personaggi che hanno avuto a che fare con il pensiero, la vita, la politica.
Emanuele Kant: “Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.
Robert Kennedy: “Ci sono quelli che guardano alle cose come sono, e chiedono: perché?….io sogno cose che non ci sono mai state, e chiedo: perché no?”
Il Maestro Gandhi: “Sulla terra abbiamo risorse sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti, ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo”.
Per parlare del degrado italiano e se ancora ha senso parlare di politica e morale abbiamo intervistato lo scrittore e giornalista, Benito Li Vigni, autore di libri sulla mafia e profondo conoscitore della geopolitica mondiale e dei mendri politici affaristici italiani.
Ha portato degli esempi del degrado politico italiano:
1.Il governo italiano punta al nucleare quando si accorge che i referendum lo avrebbero affossato dichiara una moratoria per evitare proprio il referendum.
2.Il grande costo della politica fatto pagare ai cittadini ( Stato, Regioni, Province, Enti inutili)
3.Il sistematico attacco di Berlusconi alla magistratura
4.il sistematico porsi di Berlusconi al disopra della legge (lodo Alfano)
5.La questione Ruby e altri fatti di sesso. Come la maggioranza approva che Ruby fosse la nipote di Mubarak
6.P4, Ministri, nomine, banche, giornali e tv, tutto passava dal faccendiere Bisignani che parlava con Gianni Letta come da intercettazioni pubblicate ( un governo ombra che decide i destini del paese)
7.decentramento dei ministeri voluti dalla Lega Nord contro i cittadini e il bene comune
8.legge elettorale ( definita porcata dal suo estensore Calderoli) che ha trasformato la democrazia in oligarchia.
9.P2 e P4, sistema criminale illegale e surrettizio, com modalità operative tipiche delle associazioni mafiose
10.tentativo fallito di privatizzare l’acqua.
11.Sistematico boicottaggio delle energie rinnovabili
12.L’attacco del Ministro Brunetta ai precari
13.L’attacco violentissimo del governo e delle organizzazioni mafiose al neo sindaco di Napoli De Magistris e a tutti i cittadini Napoletani
14.Il buco economico trovato dal neo sindaco Pisapia al comune di Milano
15.Pontida, la lega nord rilancia la secessione
Ci sono altri casi emblematici e clamorosi, quali le nomine di alcuni ministri e ministre, senza alcun curriculum.
I listini regionali ( Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania etc) con la presenza di personaggi candidati esclusivamente per ordine di “qualcuno” o perchè i genitori appartenenti a logge segretissime. Basta fare delle ricerche e capire. La chiusura di Ospedali e centri riabilitativi senza tener conto del terrritorio e della fragilità della popolazione spesso anziana. La gestione della cosa pubblica come fatto proprio, eliminando le aziende e le persone, non appartenenti ad un certo profilo ( quello nazi-fascista?) oppure non essere schierati politicamente, cercando solo di lavorare e creando lavoro per se e per altri. Presenza di “amichette” all’interno delle segreterie con stipendi faraonici. Questo e tanto altro. Dov’è l’etica? Qualcuno ha detto che la politica è a-morale, in questi casi è immorale e spesso criminale. Tale situazione di fatto comporta continuamente infiltrazioni mafiose nei gangli vitali delle istituzioni e il degrado e l’illegalità diventa esercizio stesso delle istituzioni. L’onestà non è più un valore, ma assume il significato del “fesso”. Il vero valore è “essere furbi” e avere le “amicizie che contano”. Spesso le piccole aziende, i cittadini onesti vengono costretti all’illegalità per sopravvivere e non “morire”. Giorni fa, ho conosciuto una donna giovane con il marito malato di cancro, lei aveva perso il lavoro e il marito doveva essere operato. L’operazione era a pagamento, non sapendo cosa fare, ha cercato aiuto, si è “imbattuta in uno potente”, gli ha chiesto sesso per se e ogni tanto consegne di piccoli pacchi a fronte di 10.000 euro. Di storie ce ne sono tante come di nomine in cambio di sesso o altro. Q questo punto la domanda è : nel terzo millennio ha ancora senso di parlare di etica in politica? Con questa gente no. Ma non bisogna perdere la speranza. Certo il degrado colpisce tutti e gli schizzi di fango arrivano su tutti noi, per sopravvivere ci si sporca anche. Ma bisogna guardare oltre e sapere che un nuovo giorno, una nuova alba, una nuova politica, un nuovo mondo è possibile. “Nessuno è un Santo, ma forse nessuno vuole essere un demone”. Oggi molti pensano che l’accumulo di beni materiali sia la chiave della felicità. Diceva Gandhi: “Il benessere è necessario, ma oltre un certo limite diventa un ostacolo. Dietro la creazione di bisogni illimitati si nasconde una trappola. La soddisfazione dei bisogni materiali deve avere dei limiti, altrimenti degenera in culto della materia. È il rischio che stanno correndo gli europei, e che avrà effetti devastanti se non compiranno un cambiamento radicale”. Gandhi ci incoraggia a “cercare… la propria strada e… seguirla senza esitazioni” ed a “non avere paura”. Rivolgendosi a ciascuno di noi aggiunge:“… affidati alla piccola voce interiore che abita il tuo cuore e che ti esorta ad abbandonare…, tutto, per dare la tua testimonianza di ciò per cui hai vissuto e di ciò per cui sei pronto a morire”. Gandhi ci ha lasciato altri insegnamenti contro oppressori o oligarchie:La nonviolenza, nella sua condizione dinamica, significa sofferenza consapevole. Non
consiste in una docile sottomissione alla volontà del malvagio, ma nel contrapporre la propria anima alla volontà del tiranno. Operando sotto questa legge del nostro essere,  il singolo individuo può sfidare la violenza di un impero ingiusto per difendere il proprio onore, la propria religione, la propria anima e porre i presupposti per la caduta di quell’impero o per la sua rigenerazione

Guarda le interviste a Benito Li Vigni, parte 1

Guarda le interviste a Benito Li Vigni, parte 2


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