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Fibrosi cistica: nuovi progetti di ricerca

Postato da on set 20th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Una malattia “a timer”, attualmente inguaribile che si eredita da due genitori portatori sani. Quest’anno la FFC Onlus ha deciso di richiamare l’attenzione su due nuovi importanti progetti di ricerca e di chiedere l’aiuto di tutti per portarli a compimento. Un progetto è mirato a dimostrare la capacità di debellare le infezioni polmonari da parte di sostanze antibatteriche ricavate da batteri che vivono nell’estremo ambiente antartico. L’altro dovrà sperimentare una tecnica nuova per testare l’efficacia di nuovi farmaci nella cura del difetto genetico di base. Dal 16 al 31 ottobre si potrà sostenere la ricerca attraverso l’invio di SMS Solidali del valore di 2 euro al numero 45502 (Tim, Wind, Vodafone, 3, CoopVoce, Postemobile, Tiscali) oppure chiamando lo stesso numero 45502 da rete fissa (Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Teletu).

I ricercatori prevedono risultati significativi nell’arco di cinque o sei anni. Intanto si punta sull’area farmacologica per nuove cure in tempi più brevi. Ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti perché i risultati arrivino presto al letto del malato. La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica anche quest’anno, in occasione della Campagna solidale d’Autunno, promuove una serie di iniziative nazionali di fund raising finalizzate al compimento di due dei 26 nuovi progetti promossi dall’Onlus nel luglio scorso. Il primo Progetto per il quale si chiede un piccolo grande gesto, è l’FFC #12/2011 e s’inserisce nei programmi di ricerca rivolti a trovare strategie antibatteriche innovative per l’infezione polmonare in FC. E’ mirato a dimostrare la capacità di debellare le infezioni polmonari gravi e resistenti della fibrosi cistica ad opera di sostanze antibatteriche ricavate da batteri che vivono nell’estremo ambiente antartico. Il secondo Progetto, FFC #26/2011, s’inserisce invece nei programmi di ricerca destinati a trovare la cura del difetto di base che causa la malattia (un gene difettoso, da cui una proteina vitale difettosa).


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